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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliFondazione AGO Modena Fabbriche Culturali punta sulla fotografia realizzata da donne per l’offerta culturale di primavera-estate, riunendo 24 nuove acquisizioni di opere di otto artiste accanto ad alcune riscoperte dalle collezioni di Galleria Civica e Fondazione Fotografia, per un totale di oltre 60 immagini di una trentina di autrici. Sono questi i numeri alla base della mostra «Visioni necessarie. Fotografe italiane nelle collezioni di Fondazione Ago» alla Palazzina Vigarani dei Giardini ducali di Modena fino al 23 agosto (a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, catalogo SilvanaEditoriale), nata da un progetto sostenuto dal PAC2025-Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura. Negli spazi, così, non si vedono solo pezzi da novanta, esemplari in alcuni casi stampati in anni recenti, come la celeberrima «Donna che fuma, Catania 1984» di Letizia Battaglia, «Scarico delle merci» dalla serie «Genova Porto» del 1964 di Lisetta Carmi, «Suonatore di banjo, Milano» (1963) di Carla Cerati, ma anche lavori di altre figure. Sempre tra le nuove acquisizioni, infatti, oltre alle citate vanno annoverate Ottonella Mocellin, che offre uno sguardo intenso riflesso nello specchietto retrovisore di un’auto diretta a Independence in California, tratta da una citazione dai Beatles, oppure i paesaggi urbani di Paola Di Bello ripresi dalle finestre di Mantova e di New York o anche le architetture fotografate da Luisa Lambri, dove la luce è protagonista. E ancora: i lavori all’Eur a Roma dal taglio cinematografico scelto da Gea Casolari e una composizione di otto immagini realizzate nel nuovo millennio e «assemblate» da Daniela Comani.
Tali esemplari dialogano, nella seconda parte della rassegna, con i lavori di 24 fotografe nate prima del 1970, conservati nelle collezioni modenesi: Paola Agosti, Marina Ballo Charmet, Rosangela Betti, Bruna Biamino, Domenica Bucalo, Paola De Pietri, Giorgia Fiorio, Cristina Ghergo, Silvia Lelli, Elisa Leonelli, Gina Lollobrigida, Brunella Longo, Rosetta Messori, Antonella Monzoni, Luciana Mulas, Melina Mulas, Gabriella Nessi Parlato, Cristina Omenetto, Giovanna Piemonti, Donata Pizzi, Agnese Purgatorio, Marialba Russo, Gloria Salvatori, Valeria Sangiorgi, Alessandra Spranzi, Alberta Tiburzi, Giuliana Traverso e Cristina Zamagni. «Analizzando gli elenchi dei fotografi presenti nelle nostre collezioni, spiega Chiara Dall’Olio, è risultato evidente che le assenze più significative erano relative alle artiste nate tra gli anni Venti e Settanta del ’900, perciò abbiamo scelto questo parametro temporale per partecipare al progetto del MiC. Abbiamo poi individuato due gruppi di fotografe, significative per la storia della fotografia e per le collezioni modenesi: Battaglia, Carmi e Cerati appartengono al primo gruppo e hanno raccontato l’Italia ognuna profondamente legata alla propria città di origine. Tali artiste si legano inoltre ad altre presenti nelle collezioni che hanno dato anch’esse un contributo fondamentale, come Mulas, Traverso, Agosti e Omenetto». «Non abbiamo voluto individuare una serie di opere riconducibili a un’estetica, a uno stile o una tematica comune né procedere sulla base di forme di femminismo militante, conclude Daniele De Luigi. Nei due gruppi sono state scelte opere in grado di inserirsi nei nuclei e nei generi già presenti nelle collezioni e in grado di dialogare con essi in modo critico».
Letizia Battaglia, «Donna che fuma, Catania», 1984. © Archivio Letizia Battaglia