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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliLa musica di Giuseppe Verdi incontra la scultura di Igor Mitoraj in una piazza Duomo trasformata per una notte in un palcoscenico a cielo aperto. Giovedì 16 luglio alle 21 Pietrasanta ospita una nuova versione de «La Traviata», in cui opera lirica, videoarte e tecnologie immersive dialogano con l’architettura del Duomo di San Martino attraverso la proiezione delle opere dello scultore polacco-francese sulla facciata dell’edificio.
Un progetto che lega il patrimonio musicale italiano alla memoria artistica della città, dove Mitoraj visse e lavorò lasciando un segno profondo negli spazi pubblici e nei laboratori del territorio. Le sue immagini accompagneranno la vicenda di Violetta Valéry, protagonista dell’opera verdiana, figura segnata dallo sguardo della società e dal conflitto tra apparenza e autenticità.
L’allestimento è firmato dal regista, scenografo e lighting designer Matteo Mazzoni, con la regia video e il visual design di Luca Attilii, artista che da oltre vent’anni realizza spettacoli multimediali per il teatro e l’opera. La collaborazione con l’Atelier Mitoraj permetterà di utilizzare gli archivi dell’artista per costruire un dialogo tra le forme monumentali delle sue sculture e la narrazione musicale della «Traviata».
«Mitoraj ha sempre sostenuto che l’arte dovesse abitare gli spazi della vita, non rifugiarsi nelle sale dei musei», racconta Luca Pizzi, direttore dell’Atelier Mitoraj. «Avrebbe amato vedere le sue opere proiettate sulla facciata del Duomo di Pietrasanta, in dialogo con la musica di Verdi e con la storia di Violetta». Per Pizzi, il rapporto tra la ricerca dello scultore e l’opera verdiana si fonda su una comune attenzione alla fragilità dell’essere umano, al desiderio di riconoscimento e alla tensione tra bellezza e sofferenza.
L’appuntamento conclude «Riaccendi il Sorriso con... Violetta», progetto culturale ed educativo promosso dall’associazione Riaccendi il Sorriso, realtà impegnata nella sensibilizzazione dei giovani sull’uso consapevole dei dispositivi digitali. Attraverso incontri nelle scuole, laboratori e attività creative, il percorso ha coinvolto gli studenti in una riflessione sui temi dell’immagine, del giudizio sociale e della libertà personale a partire dalla figura della protagonista dell’opera.
«Abbiamo scelto di proporre la cultura come alternativa concreta al tempo trascorso davanti agli schermi», spiega la presidente dell’associazione Rosaria Sommariva. «Un’opera come “La Traviata” può offrire ai giovani e alla comunità un’occasione per ritrovarsi e riscoprire il valore dell’incontro dal vivo».
Prima della rappresentazione, mercoledì 15 luglio, i partecipanti al progetto potranno entrare nel dietro le quinte della produzione: alle 20, davanti al Chiostro di Sant’Agostino, assisteranno al lavoro di cantanti, musicisti, tecnici e professionisti impegnati nella costruzione dello spettacolo, per poi seguire alle 21 la prova generale.
La produzione utilizzerà le possibilità offerte dal video mapping e dalle scenografie digitali per trasformare lo spazio urbano in parte integrante della narrazione. «Il nostro progetto artistico nasce dall’incontro tra la facciata del Duomo e le monumentali opere di Mitoraj», spiega Matteo Mazzoni. «L’obiettivo è unire l’identità di una città che vive di scultura con il patrimonio universale del melodramma italiano».
Sul palco saranno protagonisti Evgeniya Vukkert nel ruolo di Violetta Valéry, Vladimir Reutov come Alfredo Germont e Pedro Carrillo nei panni di Giorgio Germont, insieme agli altri interpreti della produzione. La direzione musicale è affidata ad Alan Freiles, con la partecipazione dell’Orchestra OMEGA di Firenze.
Il progetto coinvolge inoltre l’Accademia di Belle Arti di Carrara, Danzarte Versilia, la Scuola Cantorum del Duomo di San Martino di Pietrasanta, il coro di voci bianche «I Cantori di Burlamacco» diretto da Susanna Altemura, Prato Lirica, la Corale Lirica Versiliese diretta da Elisabetta Guidugli, i servizi tecnici Salamini e numerosi professionisti del settore teatrale, musicale e visivo.
Ginevra Borromeo
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