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Un’opera di Lucia Romualdi

Foto Luca Lo Iacono / Archivio Lucia Romualdi, Roma

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Un’opera di Lucia Romualdi

Foto Luca Lo Iacono / Archivio Lucia Romualdi, Roma

A Roma l’Archivio Lucia Romualdi rinnovato apre al pubblico

Accoglienza a studenti e ricercatori, residenze d’artista e una nuova editrice, sono fra i progetti imminenti dell’ente, la cui sede, nella casa studio dell’artista, è stata ripensata architettonicamente

Letizia Riccio

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Il mistero di Lucia Romualdi è forse scomparso insieme a lei, nell’agosto del 2023; e questa è una delle poche date alle quali si può far riferimento in una vita e un’opera che tendono a superare i limiti spaziotemporali. «Se mi chiedono quando, come e perché ho iniziato, io rispondo, ho iniziato domani», così diceva l’artista, che non ha mai rivelato la sua data di nascita, né si è concessa alla fama e alla risonanza dei media. A far vivere nel nostro presente (e nel futuro) l’arte di Romualdi ci pensano coloro che lavorano nel suo Archivio a Roma, ora del tutto rinnovato e aperto al pubblico, in una delle armoniose palazzine Liberty del quartiere Delle Vittorie. L’Archivio Lucia Romualdi ha inaugurato nei giorni scorsi i suoi spazi, con una sapiente ristrutturazione della casa studio dell’artista, con progetti di apertura a studenti e ricercatori e per residenze d’artista e, infine, con una casa editrice nascente.

Mira Dujela, presidente dell’Archivio, presenta così il rinnovamento: «Quello che era lo studio di Lucia Romualdi è stato ripensato ad opera del vicepresidente del nostro ente, Paolo Pittoni, con l’architetto Stefano Collina; sono rimasti visibili i cataloghi e molte sue opere, in uno spazio, speriamo, come lei avrebbe voluto per questo luogo». 

«L’Archivio è vivo, prosegue la curatrice, Angelica Speroni, non è solo un luogo di memoria, ma di ricerca. Ci rivolgiamo agli studenti e a tutti i ricercatori, umanistici e scientifici, dai matematici agli astrofisici, con i quali Lucia Romualdi era solita lavorare. Apriremo anche alle residenze d’artista; il primo a usufruirne sarà il fotografo Luca Nostri». 

Speroni (autrice della prima monografia su Lucia Romualdi, che verrà pubblicata in autunno per le edizioni Quodlibet) annuncia, poi, «Dire, Fare, Pensare», pubblicazione d’esordio, per ora solo online, della nuova casa editrice: «Sono interviste alle persone che l’hanno conosciuta, non solo come artista»; fra loro, il critico d’arte Achille Bonito Oliva, i musicisti Antonio Ballista e Ivan Fedele, il giornalista e regista Miljenko Dujela, l’attore Franco Mazzi (che ha partecipato a varie performance di Romualdi, compresa l’ultima del 2023, enigma33, nella Sala Assoli a Napoli), il progettista audiovisivo Claudio Fabjan De Rosa.  

Fra opere luminose, grafiche e materiche, in fondo alla sala studio, seminascosta, c’è una piccola porta: lì è racchiuso il patrimonio di installazioni, partiture, documenti e volumi dell’Archivio Lucia Romualdi, al quale si sta lavorando per una sistemazione organica e, nel tempo, alla digitalizzazione. In un angolo del grande ambiente dell’attico con terrazza sono sistemati gli strumenti per fare musica. «Mi piacerebbe suonare la mia opera», scrisse Lucia Romualdi nei suoi appunti, stampati nel 1988 all’interno del catalogo di una delle sue mostre più importanti, «Costrutta», a Palazzo delle Prigioni Vecchie di Venezia. L’esposizione era curata da Filiberto Menna, il teorico dell’Astrazione povera, movimento nel quale si inserisce il primo periodo del lavoro di Romualdi. 

In seguito, a partire dagli anni Novanta, l’artista assecondò l’ispirazione musicale collaborando con alcuni dei compositori più virtuosi, come Franco Donatoni, Fausto Sebastiani, e, in tempi recenti, con Francesco De Gregori. Nel corso dell’inaugurazione, non poteva mancare, quindi, uno spazio musicale: il fisarmonicista Pietro Paolo Antonucci ha eseguito «Feria IV», brano scritto da Franco Donatoni in dialogo con l’installazione «rasalhague a-b» di Lucia Romualdi, destinata, nel 1998, al Centro Luigi Pecci di Prato.

Un momento dell’inaugurazione dell’Archivio Lucia Romualdi a Roma, Foto Paolo Pittoni

Letizia Riccio, 18 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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A Roma l’Archivio Lucia Romualdi rinnovato apre al pubblico | Letizia Riccio

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