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Luana De Micco
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È a Saint-Étienne, laboratorio storico dell’industria francese e dal 2010 inserita dall’Unesco nella rete delle «Città creativa del design», che il 10 giugno apre la Galerie nationale du design, primo centro culturale in Francia interamente dedicato all’esposizione e alla valorizzazione delle collezioni pubbliche di design. La nuova istituzione nasce nel sito della Cité du design, all’interno del sito dell’ex Manifattura d’armi riconvertita negli ultimi anni in polo culturale e universitario. Il progetto è stato codiretto dal MAMC+, il museo d’arte moderna e contemporanea di Saint-Étienne, che conserva una delle più importanti collezioni francesi di design industriale. Per la sua direttrice, Aurélie Voltz, che ha assunto anche la guida della nuova Galerie, questa inaugurazione è una «tappa decisiva ulteriore per il riconoscimento del design come patrimonio culturale di primo piano».
L’investimento complessivo ammonta a 8,8 milioni di euro, finanziati in larga parte da Saint-Étienne Métropole con il sostegno dello Stato francese. Il progetto architettonico, affidato allo studio SILT, in collaborazione con dUCKS Scéno per l’allestimento, ha puntato sulla riconversione sostenibile degli edifici industriali esistenti. La grande «navata» espositiva ha conservato infatti il suo carattere industriale originario. Gli spazi sono stati concepiti come ambienti modulari che possono essere trasformati in funzione delle esigenze espositive e con dispositivi di ecodesign, riutilizzabili da una mostra all’altra. L’atrio, battezzato «Le Seuil» (la soglia) e a ingresso libero, accoglie i visitatori mettendo a disposizione arredi e oggetti di design manipolabili. Al piano superiore, «La Mezzanine» nasce per ospitare incontri, workshop e conferenze, con l'idea di fare della nuova Galerie non solo un museo, ma anche un «luogo di discussione e incontro».
Tra i partner fondatori, oltre il MAMC+, figurano anche il Centre national des arts plastiques (Cnap) e il parigino Centre Pompidou che, chiuso per restauri fino al 2030, ha aperto e messo a disposizione di Saint-Étienne la sua collezione di circa 10mila opere di design dal primo ’900 ad oggi. Collaborano anche il Musée des Arts décoratifs di Parigi, il Mobilier national e il MADD-Musée des arts décoratifs et du design di Bordeaux. La mostra permanente della Galerie sarà ripensata ogni anno su base tematica, affidata ogni volta a un diverso curatore invitato.
La mostra inaugurale, aperta dall’11 giugno al 7 marzo 2027, è «Design in mano. Dal linguaggio all'oggetto», curata dalla storica del design Laurence Mauderli, docente all’Ésad di Saint-Étienne e specialista di cultura materiale contemporanea. Il tema della mano, intesa come strumento di lavoro, gesto, linguaggio, interfaccia tra corpo e progetto, diventa il filo conduttore di un percorso che attraversa tre secoli, dall’Ottocento a oggi, intrecciando la storia industriale di Saint-Étienne con la storia internazionale del design. L’esposizione mette in dialogo oggetti iconici, prototipi, arredi e dispositivi industriali provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche francesi. Simbolo della mostra è un'opera del Cnap: la «Hand Chair» del 1961 di Pedro Friedeberg, artista e designer messicano di origini italiane morto di recente, una scultura surrealista funzionale in cui il palmo di una grande mano diventa seduta, le dita si trasformano in schienale e il pollice in bracciolo. Attorno a quest’opera ruotano riflessioni sul rapporto tra corpo, ergonomia e immaginazione. Il percorso comprende anche lavori di Bruno Munari, come le ironiche «Forchette parlanti» del 1958, in cui semplici posate assumono espressioni e movimenti antropomorfi. Accanto, compaiono lo sgabello «Anonymous Stool» di Ron Arad (1994), manifesto del design sperimentale degli anni ’90, e la radio TS 502 (1964), progettata da Richard Sapper e Marco Zanuso per Brionvega, uno degli oggetti più emblematici del design italiano anni ’60. La mostra alterna capolavori storici e ricerche contemporanee. È esposta anche «The Chair», opera di Marlène Huissoud, realizzata nel 2019 in argilla cruda e materiali naturali, esempio di una nuova sensibilità ecologica dei designer contemporanei. Il duo Formafantasma è presente con alcuni vasi della serie «Botanica», in resina vegetale e biomateriali.
Galerie nationale du design, sala espositiva. © Saint-Étienne Métropole, SILT architectes/Piotr Banak
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