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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliA Saint-Étienne, sin dalla Rivoluzione industriale, il design è di casa. La città nel dipartimento della Loira, a poca distanza da Lione e a tre ore da Parigi, conosciuta per le armi, il carbone e lo sfruttamento industriale, nel giro di un quarto di secolo è riuscita a reinventarsi nel segno della cultura, della creatività e dell’innovazione, divenendo la capitale nazionale del design. Dal 2010, unica francese, è stata nominata dall'Unesco Città Creativa del Design. A questo ambito, così legato all’identità del luogo, è dedicata la Cité du Design, uno spazio sorto nell’ex Manifattura Nazionale delle Armi, che ospita mostre permanenti e la Biennale (internazionale) del Design. Fin dal 1987, poi, il Musée d’art moderne et contemporain de Saint‑Étienne Métropole (Mamc+) ha costituito una collezione di oggetti di design manifatturiero, oggi la più importante in Francia.
Dal prossimo 10 giugno a questi primati si aggiungerà anche la prima Galerie nationale du Design della Francia, un luogo dedicato alla valorizzazione delle collezioni pubbliche francesi. Con un investimento di 8,8 milioni di euro di Saint-Étienne Métropole (6,8 milioni) e dello Stato (2 milioni), la Galleria si estenderà su una superficie di 1.000 mq destinati a spazi espositivi, di mediazione e sperimentazione nel cuore della Cité du Design, che diventerà il primo quartiere del design in Francia. Il progetto è sostenuto dall’ente pubblico di cooperazione culturale Cité du Design-Ésad Saint-Étienne e dal Mamc+. Copromossa dalla Cité du Design, dall’École Superieure d’Art et Design de Saint-Etienne e dal Mamc+, la Galerie nationale du Design è realizzata in stretta collaborazione con diverse istituzioni culturali, tra cui due partner principali: il Centre national des arts plastiques (Cnap), membro fondatore, e il Centre Pompidou-Musée national d'art moderne. La direzione della Galleria è affidata ad Aurélie Voltz, che insieme ai team del Mamc+ si occuperà della concezione e della produzione delle mostre (una all’anno, affidata a un curatore ospite, e incentrata su oggetti delle collezioni nazionali) e delle pubblicazioni. La programmazione degli eventi associati alle mostre, le attività di mediazione e la comunicazione sono curate dai team dell'Epcc Cité du design-Ésad Saint-Étienne, diretto dal designer Éric Jourdan.
La ristrutturazione dell’edificio di archeologia industriale che ospita la Galerie nationale du Design si deve allo studio lionese SILT, affiancato dagli scenografi-museografi dUCKS Scéno. SILT ha progettato una cornice architettonica adatta alle nuove funzioni dell'edificio, preservandone al contempo il passato industriale, che mette al centro la sostenibilità, con una particolare attenzione alla riduzione dei consumi energetici. La sala espositiva si presenterà come una grande navata, modulabile in funzione dei progetti. La scenografia delle prime tre mostre è stata affidata allo scenografo Éric Benqué, in collaborazione con i grafici Atelier Pentagon. oltre il 50% della scenografia di ogni mostra sarà riutilizzata per quella successiva.
Per la mostra inaugurale, «Design in mano. Dal linguaggio all’oggetto» (11 giugno 2026 - 7 marzo 2027), la curatrice Laurence Mauderli, storica del design, ha selezionato opere provenienti dalle collezioni, tra gli altri, del Centre Pompidou, del Musée des Arts décoratifs di Parigi, dal Mobilier national, dalla Manufacture nationale de Sèvres, dal Musée de la ville de Saint-Quentin-en-Yvelines, dal Musée d’Art et d'Industrie di Saint-Étienne, ripercorrendo il XIX, XX e XXI secolo e collegando la storia della produzione di Saint-Étienne alla storia internazionale del design, per invitare il pubblico a (ri)considerare il design come una pratica umana essenziale e senza tempo, plasmata dalle sfide specifiche di ogni epoca.
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