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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Valmadrera, cittadina di 11mila abitanti della provincia di Lecco, posta sulle rive del Lago di Como, si è verificata una scoperta inaspettata: dagli scavi per il restauro della Cappella della Madonna di Lourdes, edificio attiguo alla Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, sono emersi tratti di mura, pavimentazione e frammenti di affreschi quattrocenteschi, segno della presenza di una chiesa ancora più antica di quella cinquecentesca che si conosceva. I risultati degli scavi archeologici sono stati illustrati il 22 marzo dalla responsabile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Lecco, Alice Maria Sbriglio, direttrice dello scavo, e dall’archeologo Marco Redaelli.
La Chiesa di Sant’Antonio Abate è stata costruita all’inizio del XIX secolo sulle fondamenta di chiese più antiche. Già nel 2012 erano stati realizzati degli scavi vicino all’ingresso della chiesa, che avevano fatto riemergere tracce di una chiesa precedente, costruita a partire dalla metà del Cinquecento. Questa chiesa resta in uso fino a fine Settecento: al principio del secolo successivo, infatti, l’architetto Giuseppe Bovara redige il progetto per l’attuale chiesa parrocchiale.
Da questi scavi, ha detto Sbriglio, «abbiamo trovato qualcosa che già ci aspettavamo grazie alle fonti: parte di un portico ottocentesco destinato all’esterno della chiesa progettata dal Bovara, che però, su volontà dell’allora parroco, non venne mai realizzato». Sono stati infatti portati alla luce un acciottolato (sul quale è stata ritrovata una moneta risalente al 1809) e le basi dei pilastri destinati a reggere il porticato.
Sono poi emersi reperti del tutto inaspettati, tra i quali un tratto di muro che riporta un affresco datato intorno al XV secolo. «Con ogni probabilità, ha specificato la direttrice degli scavi, si tratta della chiesa ancora precedente a quella di metà Cinquecento, che non era nota dalle fonti. Oltre alle mura, abbiamo trovato anche la pavimentazione e numerosi altri frammenti di affresco (una decina di casse in tutto)».
«Abbiamo deciso di proseguire a scavare, ha proseguito Sbriglio, grazie alla disponibilità economica della Parrocchia di Valmadrera, in quella che un tempo era la sacrestia della chiesa del Cinquecento. Abbiamo così scoperto che il muro continua, tracciando una curva: quella che all’epoca era l’abside della chiesa del ‘400, situata con ogni probabilità al di sotto del campanile della chiesa cinquecentesca». Una scoperta importante che, come ha rimarcato la funzionaria, «cambia radicalmente le nostre conoscenze su questi luoghi».
Infine, al di là del muro dell’antica sacrestia, sono state trovate enormi quantità di ossa, raccolte in una sessantina di sacchi, che verranno spediti al laboratorio Labanof della dottoressa Cristina Cattaneo all’Università degli Studi di Milano, dove confluiscono tutti i reperti ossei della Lombardia. «L’idea che ci siamo fatti, ha detto l’archeologa, è che si tratti dei resti degli individui che erano sepolti nella chiesa cinquecentesca, perché negli scavi effettuati nel 2012 erano state ritrovate delle tombe vuote: probabilmente nel Sette e Ottocento le ossa sono state raccolte e spostate in quel punto». Tra i resti ossei sono stati ritrovati anche un piccolo anello e un crocifisso, oltre a rosari e medagliette.
Alla luce delle recenti scoperte, agli addetti ai lavori pare indispensabile ripensare il progetto di restauro della cappella di Lourdes, concependo una nuova pavimentazione che non danneggi i reperti e che presenti anche alcuni tratti in vetro per permettere la vista dell’affresco quattrocentesco, che sarà analizzato da una storica dell’arte.
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