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Flavia Foradini
Leggi i suoi articoliNella cornice degli ampi dibattiti sulla cancel-culture in corso da tempo anche nella capitale austriaca, il caso assai controverso di Karl Lueger, sindaco di Vienna dal 1897 al 1910, e noto fra l’altro per il suo aggressivo antisemitismo, che indusse Hitler a definirlo «il più forte sindaco tedesco di tutti i tempi», occupa le cronache da diversi anni. Il tratto di Ringstrasse a lui intitolato è stato nel frattempo rinominato Universitätsring, ma non la piazzetta su cui nel 1926 era stato eretto il suo monumento, cosicché le proteste non si sono placate. Per togliere linfa a chi chiedeva di cancellare del tutto sia il suo nome dalla piazza sia la sua marmorea celebrazione, il comune di Vienna aveva lanciato così un bando per un intervento artistico che consentisse la ricontestualizzazione del monumento.
La proposta del vincitore del bando, l’austriaco e diplomato della vicina Università di Arti Applicate, Klemens Wihildal: lasciare la statua in loco, ma inclinata di 3,5 gradi, dunque troppo poco per farla cadere, ma abbastanza per creare un’irritazione e suscitare delle domande nell’osservatore, cui la statua appare sbilanciata verso destra: «Ho voluto per così dire congelare l’attimo che innesca la caduta del monumento» ha spiegato l’artista. Dunque non distruzione o rimozione, bensì al contrario una sua presenza potenzialmente ancora più ingombrante e disturbante nello spazio urbano, non importa quale sia l’orientamento politico dei passanti.
Dopo il necessario restauro e ripulitura della statua e la creazione di apposite strutture statiche sotto il basamento, un Karl Lueger perennemente in procinto di cadere è ora tornato al suo posto. Il costo dell’operazione, che comprende anche un cartello di contestualizzazione dello storico Oliver Rathkolb, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 776mila euro: «È troppo anche secondo me», ha detto l’assessora alla cultura Veronica Kaup-Hasler, che tuttavia la ritiene una scelta ineludibile: «Rimuovere o cancellare il passato è contrario al nostro modo di intendere la memoria e vanifica una qualsiasi riflessione critica, che non può essere consegnata solo ai libri di storia, deve anche attuarsi negli spazi pubblici. Con questo intervento un monumento è diventato un monito».
E riferendosi agli innumerevoli graffiti che negli ultimi anno hanno a più riprese ricoperto la statua, spiega la decisione di non recintarla: «Aspettiamo di vedere come reagirà la popolazione». Una posizione che ha prodotto numerose critiche sia a livello politico che di associazionismo: «Non può essere che Lueger continui a guardare alla città da un monumento di 20 metri di altezza» è la replica di Ursula Berner, dei Verdi viennesi: «Va dato un segnale chiaro, inserendo la statua in un parco di sculture controverse o in un museo».
Certo è che non vi è stata alcuna cerimonia d’inaugurazione: «Che cos’è che dovremmo festeggiare? chiosa Kaup-Hasler, a me pare che in questo caso la moderazione e la prudenza siano il giusto atteggiamento».
Una veduta della statua di Karl Lueger a Vienna. Foto Wolfgang Thaler
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