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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA Vinci (Fi) prosegue il restauro del disegno schizzato a carboncino raffigurante un drago marino sulla cappa di un camino storico di una dimora appartenuta alla famiglia Bracci, disegno così pieno di inventiva che l’anno scorso ad alcuni fece pensare alla mano di un Leonardo giovane. I lavori sono seguiti dall’Alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Metrocittà di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Nella prossima primavera sarà organizzata una giornata-convegno durante la quale verranno comunicati gli sviluppi e le novità degli studi finora eseguiti.
In un’intervista di Francesca Cavini, pubblicata sul sito del quotidiano fiorentino «La Nazione», il sindaco di Vinci Daniele Vanni aggiorna sullo stato dell’arte del restauro.
Da alcune analisi effettuate sull’opera sono emersi particolari abbastanza sorprendenti. «Sono state fatte delle prime prove di pulitura sul camino di aree distanti da dove si trova il disegno e si stanno studiando i risultati. La cosa importante che è emersa finora è la scoperta che il disegno è rimasto sotto undici strati di scialbo, quando inizialmente si pensava che fossero meno della metà. Questo è importante perché ci dimostra come, nel tempo, questo disegno fosse stato dimenticato e allo stesso tempo “protetto”. A proposito di protezione, il restauro durerà due anni, anche perché la parte più importante verrà fatta per evitare che il disegno del drago venga deteriorato. Dovremo rifare il tetto dell’immobile e creare una protezione suppletiva sul camino, per evitare che ci siano problemi durante la ristrutturazione del tetto».
Emerge poi che «il comune di Vinci ha sottoscritto una convenzione con il Cnr di Napoli per portare avanti una serie complessa di studi e analisi sul camino, analisi volte a valutare una serie di aspetti, dal materiale utilizzato, alle eventuali tracce del disegno non visibili a occhio nudo, alla chimica dei pigmenti».
Intanto, si ricorre all’impiego di sofisticati macchinari e tecnologie avanzate. «È arrivato a Vinci un macchinario che si chiama Iperspettrometro di proprietà del Cnr e che ha dimensioni notevoli (ci è toccato smontare l’impalcatura davanti al disegno per poterlo utilizzare nella stanza dove si trova il drago) e per due settimane questo apparecchio unico in Italia è stato usato per acquisire immagini a infrarossi e verificare se ci sono altri disegni sotto quello che vediamo a occhio nudo. Sulla destra del camino erano già stati individuati disegni che facevano pensare a raffigurazioni di marchingegni e macchine e anche quelli sono stati sottoposti a esame approfondito».
I costi per l’adeguamento dell’immobile a percorso museale (un’opera strategica per il futuro della cultura e del turismo a Vinci), con gli interventi aggiuntivi per mantenere umidità e temperatura costanti e rifare il tetto, si aggirano intorno al mezzo milione di euro. «Stiamo dialogando con numerose istituzioni per avere finanziamenti, conclude il sindaco. Premesso tutto ciò, il Comune farà comunque questo restauro».
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