Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Un fermo immagine di «John Singer Sargent-Portraitist of Paradox» di Stanislas Valroff & Christian Dumais-Lvowski: alla sinistra dell’artista è il grande ritratto di «Madame X (Madame Pierre Gautreau)», 1883-84, oggi al The Metropolitan Museum of Art di New York

Courtesy Bel Air Media Art

Image

Un fermo immagine di «John Singer Sargent-Portraitist of Paradox» di Stanislas Valroff & Christian Dumais-Lvowski: alla sinistra dell’artista è il grande ritratto di «Madame X (Madame Pierre Gautreau)», 1883-84, oggi al The Metropolitan Museum of Art di New York

Courtesy Bel Air Media Art

A cent’anni dalla morte John Singer Sargent va in televisione

Il documentario visibile da oggi su Museum Tv esplora il «paradosso» di un artista diviso tra mondanità e tormenti interiori, ricercatissimo in vita e screditato dalle avanguardie

John Singer Sargent (1856-1925) è stato il ritrattista più celebre dell’età vittoriana. E uno dei più enigmatici. A cento anni dalla morte, e in concomitanza, con le grandi mostre già allestite alla Tate Britain di Londra, al Metropolitan Museum of Art di New York e al Musée d’Orsay di Parigi (in corso fino a gennaio 2026) il documentario «John Singer Sargent-Portraitist of Paradox», visibile da oggi alle 21.15 su Museum Tv (canale in 4K visibile gratuitamente sul canale 220 di tivùsat) ripercorre la vita cosmopolita del pittore, nato a Firenze da genitori americani, divisa tra Europa e Stati Uniti. 

Il documentario (52’), diretto da Stanislas Valroff & Christian Dumais-Lvowski  e prodotto da Bel Air Media François Duplat, esplora la complessità di un artista prolificissimo. Durante la Belle Époque i suoi ritratti ritratti dell’alta società francese, inglese e americana erano un must, e per posare davanti a lui non si esitava a spendere una fortuna. Dotato di una tecnica impeccabile, s’ispirava ai grandi maestri che venerava, Velázquez, Van Eyck e Gainsborough. In un’epoca in cui nel mondo dell’arte si affacciavano l’Impressionismo, il Fauvismo e il Cubismo, Sargent restava fedele al suo realismo personale, capace di unire rigore accademico e libertà espressiva. Il documentario ripercorre i rapporti di Sargent con figure come gli scrittori Henry James e Oscar Wilde, e con la mecenate bostoniana Isabella Stewart Gardner, analizza l’eleganza dei ritratti mondani e la tensione più intima dei suoi studi privati, 

A un secolo dalla scomparsa Sargent rimane un enigma. Sotto un’apparenza di rispettabilità accuratamente coltivata, Sargent scandalizzò comunque la società del suo tempo con la sensualità e la franchezza dei suoi dipinti. Adorato da facoltosi appassionati, un altro aspetto del suo lavoro ci mostra la sua attrazione per i beduini, le ballerine spagnole, i gondolieri veneziani o per modelli come l’afroamericano Thomas McKeller, che verso la fine della vita, lo avrebbe ispirato a realizzare alcune delle sue opere più audaci e potenti.  

Il documentario, avvalendosi di foto d’epoca, documenti d’archivio, testimonianze e immagini delle sue opere, segue l’artista dalla sua infanzia vagabonda attraverso l’Europa, ai salotti parigini e londinesi che hanno decretato fama e fortuna. Dopo il notevole successo in vita, Sargent fu screditato dall’avanguardia. Negli anni ’30 Lewis Mumford scrisse della «fondamentale vacuità della mente di Sargent» e della «superficialità sprezzante e cinica di gran parte della sua opera». Il paradosso del titolo è quello di di un artista che, pur rappresentando l’élite dell’epoca, ne ha messo in luce contraddizioni e fragilità. E quello della sua stessa esistenza.

 

Daria Berro, 04 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

La proprietà legale di 116 oggetti conservati nel Museo di Archeologia e Antropologia sottratti nel febbraio 1897 dalle forze armate britanniche durante il saccheggio del Palazzo Reale è stata trasferita alla National Commission for Museums and Monuments della Nigeria. Che ora spera in un «effetto domino»

Dal primo aprile un allestimento speciale apre una finestra sulla moda del Settecento attraverso le stampe della «Gallerie des modes et costumes français», antesignana delle odierne riviste di «fashion»

Sta suscitando molte reazioni il caso del post pubblicato dal museo londinese a fine gennaio e rimosso dopo poche ore a causa delle reazioni negative espresse da utenti ed esperti, soprattutto archeologi 

In collegamento con la mostra a Palazzo Reale, di cui è main sponsor, la compagnia espone un’unica tela del maestro tedesco che rende omaggio alla scienziata e «medichessa» rinascimentale 

A cent’anni dalla morte John Singer Sargent va in televisione | Daria Berro

A cent’anni dalla morte John Singer Sargent va in televisione | Daria Berro