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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliTra sostenibilità ambientale, innovazione digitale e pratiche collaborative, la formazione artistica torna al centro del dibattito, chiamata a ridefinire metodi e strumenti in relazione alle trasformazioni in corso.
È in questo quadro che si colloca ART.it – Art in Transition, progetto promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per le istituzioni AFAM e finanziato nell’ambito del PNRR, che si conclude con un appuntamento pubblico dal 27 al 29 marzo 2026 al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna. Capofila è l’Accademia di Belle Arti di Bologna, in collaborazione con le Accademie di Catania e Ravenna, l’Università di Bologna e l’Università di Macerata.
Ideato da Cristina Francucci, il progetto si è sviluppato nell’arco di oltre un anno con l’obiettivo di sperimentare nuovi modelli di formazione artistica, sotto la responsabilità scientifica di Maria Rita Bentini e con il contributo di un gruppo di lavoro interistituzionale.
Quattro gli assi di ricerca – Arte e Ambiente, Arte e Inclusione, Arte e Rigenerazione, Arte e Tecnologie contemporanee – sviluppati attraverso residenze internazionali, momenti di ricerca condivisa e produzione artistica. Coinvolti 24 studenti delle Accademie di Bologna, Ravenna e Catania, in dialogo con istituzioni europee come il Louisiana Museum of Modern Art, lo Studio Orta Les Moulins di Lucy Orta e Jorge Orta, le sedi francesi di Galleria Continua e il MAMbo.
L’evento conclusivo si configura come momento di restituzione pubblica. Nel Foyer del museo prende forma un’installazione ambientale che traduce il processo del progetto in uno spazio espositivo aperto, privo di gerarchie, dove materiali visivi e sonori – provenienti da un archivio condiviso – costruiscono una narrazione non lineare dell’esperienza. Il lavoro, ideato dalle studentesse e dagli studenti con il coordinamento di Elisa Tranfaglia, si avvale anche del contributo della sound artist Paola Samoggia. L’installazione è visitabile venerdì 27 marzo dalle 15 alle 19 e sabato e domenica dalle 10 alle 19; domenica 29 marzo alle ore 15 è prevista una visita guidata condotta dagli studenti.
Uno still dal video «Precarious Life, Lucy + Jorge Orta», 2026. Foto: Paul Bevan
Sempre il 27 marzo, alle ore 17 al DAMSLab, è in programma l’anteprima mondiale di «Precarious life» (2026, 37 minuti) di Lucy + Jorge Orta, alla presenza degli artisti e del regista David Bickerstaff. Il film, realizzato durante la residenza allo Studio Orta Les Moulins, si inserisce nella ricerca del duo sui temi di ecologia, comunità e sopravvivenza, intrecciando riferimenti a crisi geopolitiche recenti e a eventi storici, dalla dittatura argentina degli anni Settanta ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Il titolo riprende il saggio «Precarious Life» di Judith Butler. L’opera sarà visibile anche il 28 e 29 marzo in proiezione continua al MAMbo.
Il programma prosegue sabato 28 marzo, dalle ore 10.30, con «Il progetto si racconta: esiti e prospettive», alla Sala Conferenze del MAMbo | Museo Morandi. Dopo i saluti istituzionali – tra gli altri Enrico Fornaroli, Gianni Latino, Paola Babini, Giacomo Manzoli e Laura Melosi – saranno presentati il sito web artintransition.art e le tre pubblicazioni che documentano il progetto, con interventi anche di Lucy e Jorge Orta.
Il sito web restituisce il progetto come archivio digitale navigabile, costruito attorno all’idea del viaggio: le residenze come tappe, i materiali – inclusi i taccuini degli studenti – organizzati per luoghi, autori e temi. Una sezione educational raccoglie contenuti formativi, mentre un sistema di intelligenza artificiale consente di esplorare le relazioni tra arte, ambiente e sostenibilità attraverso un chatbot.
Tre le pubblicazioni: «Art in Transition. Le arti tra sostenibilità ambientale e innovazione digitale», un catalogo generale del progetto edito da Silvana Editoriale; «Art in Transition. Sensibile materia», sempre edito da Silvana Editoriale, raccoglie gli atti delle giornate di studio di Ravenna; infine «Art in Transition. not (a) book» di Sagep Editori, che restituisce il punto di vista degli studenti attraverso una struttura editoriale sperimentale.
Più che una sintesi finale, l’appuntamento bolognese restituisce la natura processuale di ART.it – Art in Transition: un dispositivo formativo e di ricerca in cui produzione artistica, collaborazione internazionale e sperimentazione metodologica si intrecciano come elementi di un unico percorso.
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