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National Museum of Qatar.

Credits Visit Qatar.

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National Museum of Qatar.

Credits Visit Qatar.

Da Doha a Venezia: il Qatar trasforma la cultura in infrastruttura internazionale

Alla Biennale di Venezia il Qatar presenta un progetto che intreccia arte contemporanea e diplomazia culturale. Dalla partecipazione internazionale ai musei di Doha, il Paese sta costruendo un ecosistema artistico globale in cui la cultura è strumento di influenza e visibilità internazionale

Nicoletta Biglietti

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La cultura, oggi, è sempre più uno strumento di influenza globale: come ha spiegato Joseph S. Nye, attraverso il cosiddetto soft power i Paesi possono farsi conoscere e affermare nel mondo non attraverso la forza, ma mediante l’arte, le istituzioni culturali e i valori che trasmettono. In questa prospettiva si inserisce il debutto del Qatar alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che segna un momento cruciale della sua strategia culturale e si intreccia con la Giornata Internazionale dei Musei, oltre che con la visione di un Emirato che si afferma progressivamente come laboratorio artistico globale. La partecipazione non si configura come una semplice “vetrina”, ma come un atto di diplomazia culturale che, secondo la riflessione di Zygmunt Bauman, può assumere la funzione di “ponte” in un mondo frammentato, dove la cultura si presenta sempre più come insieme di offerte e possibilità piuttosto che come sistema di norme condivise. In tale quadro, l’arte diventa un dispositivo relazionale, capace di superare divisioni e promuovere forme di dialogo e comprensione reciproca.

All’interno di questa logica si colloca il progetto espositivo presentato dal Qatar alla Biennale, intitolato «Untitled 2026: A gathering of remarkable people», firmato dall’artista Rirkrit Tiravanija e curato da Tom Eccles e Ruba Katrib. L’intervento si configura come uno spazio dinamico e collaborativo, in cui le tradizionali barriere dell’esposizione vengono superate attraverso l’incontro tra artisti, musicisti e chef provenienti da diverse aree del mondo arabo, trasformando l’esperienza artistica in una pratica partecipativa fondata sullo scambio culturale.

Questa impostazione si inserisce in maniera coerente nel tema della Giornata Internazionale dei Musei del 18 maggio, «I musei uniscono un mondo diviso», che sottolinea il ruolo delle istituzioni culturali come dispositivi di connessione tra differenze sociali, culturali e geografiche. In tale prospettiva si richiama anche il pensiero di Michel Foucault, che nel concetto di eterotopia definisce i musei come “eterotopie del tempo che si accumula all’infinito”, ovvero spazi reali in cui tempi, culture e significati differenti coesistono, si riflettono e si contestano reciprocamente, rendendo tali luoghi privilegiati per la riflessione critica e l’incontro.

La partecipazione veneziana si configura inoltre come il primo passo di una strategia culturale di lungo periodo, che include la prospettiva della creazione di un padiglione nazionale permanente ai Giardini della Biennale, segno di una volontà di presenza stabile all’interno del sistema artistico internazionale. In continuità con questa traiettoria si colloca anche il lancio di Art Basel Qatar, ospitato a Doha nel distretto creativo di Msheireb, che ha riunito gallerie, artisti e collezionisti provenienti da oltre trenta Paesi, rafforzando il ruolo emergente del Qatar come hub globale per l’arte contemporanea.

Questa apertura verso l’esterno si fonda su un ecosistema museale interno in costante espansione, che rende il Paese uno dei contesti più dinamici e art-oriented del Golfo. Il Qatar ha infatti sviluppato un modello culturale distintivo, basato sull’integrazione tra architetture iconiche, collezioni di rilevanza internazionale e una diffusione capillare dell’arte nello spazio urbano.

Museum of Islamic Art (MIA). Credits Visit Qatar.

In questo sistema si inseriscono istituzioni come il Museum of Islamic Art (MIA), progettato da I. M. Pei, che ospita una collezione di oltre 1.400 anni di storia islamica, e il National Museum of Qatar (NMoQ), firmato da Jean Nouvel, la cui struttura ispirata alla “rosa del deserto” racconta la storia del Paese dalle origini geologiche alla contemporaneità. A queste si aggiunge il Mathaf: Arab Museum of Modern Art, centro nevralgico per l’arte moderna e contemporanea del mondo arabo, insieme al Qatar Olympic and Sports Museum, dedicato alla storia e ai valori dello sport.

Un ulteriore livello di complessità è rappresentato dai Musei Msheireb, che attraverso il recupero di edifici storici come Bin Jelmood House, Company House, Mohammed Bin Jassim House e Radwani House, rileggono la storia sociale ed economica del Paese in chiave contemporanea. A questo sistema si è recentemente aggiunto il Lawh Wa Qalam – M. F. Husain Museum, dedicato all’opera di Maqbool Fida Husain, con un progetto architettonico derivato da uno schizzo dell’artista stesso.

Lo sviluppo futuro prevede ulteriori istituzioni strategiche, tra cui il Dadu – Children’s Museum of Qatar, l’Art Mill Museum (con apertura prevista nel 2030), il Lusail Museum firmato Herzog & de Meuron e il Qatar Auto Museum, dedicato alla cultura della mobilità. Complessivamente, questo insieme di progetti conferma la volontà di fare della cultura una leva strutturale di sviluppo sociale, capace di connettere tradizione e contemporaneità.

Accanto ai musei, si sviluppa una rete di spazi culturali, gallerie e centri espositivi che ampliano l’offerta e rafforzano il dialogo interculturale. Come affermato da Hans-Georg Gadamer, «la cultura implica un senso di misura e di distacco da se stessi, e di conseguenza un innalzamento al di sopra di sé verso l’universalità», principio che appare coerente con la strategia culturale del Qatar.

Parallelamente, l’esperienza artistica non rimane confinata agli spazi istituzionali, ma si estende progressivamente allo spazio pubblico, trasformando il Paese in una vera e propria galleria a cielo aperto. In questa continuità tra istituzione e città, l’arte diventa parte integrante della vita quotidiana. Ricerche di neuroestetica, in particolare quelle di Semir Zeki e Anjan Chatterjee, hanno evidenziato come l’esposizione all’arte possa attivare circuiti cerebrali legati alla percezione estetica, alla ricompensa e alla regolazione emotiva, suggerendo una dimensione anche neurocognitiva dell’esperienza artistica.

In questo quadro si inserisce una costellazione di interventi artistici diffusi sul territorio, che trasformano il paesaggio naturale e urbano in un sistema espositivo articolato. Nella riserva naturale di Brouq, nel deserto occidentale, l’opera East-West/West-East di Richard Serra dialoga con l’orizzonte attraverso grandi lastre d’acciaio. Presso il Sidra Medicine, l’installazione The Miraculous Journey di Damien Hirst propone una riflessione sul ciclo della vita attraverso una sequenza scultorea. Al Qatar National Convention Centre, la scultura Maman di Louise Bourgeois è diventata una presenza iconica, mentre all’Hamad International Airport il Lamp Bear di Urs Fischer accoglie i viaggiatori. Le Doha Mountains di Ugo Rondinone, Shadows Travelling on the Sea of the Day di Olafur Eliasson e The Force of Nature II di Lorenzo Quinn completano questo sistema diffuso di interventi.

Questa integrazione tra istituzioni culturali, spazio urbano e progettualità internazionale contribuisce in modo diretto alla costruzione della reputazione globale del Paese. Attraverso investimenti continui in infrastrutture culturali, programmi educativi e collaborazioni internazionali, il Qatar conferma la cultura come leva strategica di sviluppo sociale ed economico, promuovendo una visione aperta e contemporanea della propria identità.

Nel Global Soft Power Index 2024, il Qatar si è classificato al 21° posto, evidenziando il rafforzamento progressivo della propria influenza globale. In questo senso, il Paese si configura come un laboratorio culturale internazionale, in cui musei, arte pubblica e grandi eventi concorrono a ridefinire il ruolo della cultura nei processi di costruzione dell’identità e delle relazioni globali.

Mathaf: Arab Museum of Modern Art, Credits Visit Qatar.

Nicoletta Biglietti, 27 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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