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Carolina Trupiano Kowalczyk
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Una voce tuona nell’aula affollata di Ca’ Foscari. Appare seduto, con la criniera folta e bianca, come la barba sulla pelle olivastra, il timbro rauco, eppure limpido, profondo, autorevole. Il silenzio assoluto. Nessuno osava parlare quando c’era lui, ed era un caso raro. Il professor Augusto Gentili, scomparso il 18 gennaio (era nato nel 1943) ha cambiato la vita di molti studenti di storia dell’arte, educando all’ascolto di una colta narrazione, non solo allo studio pedissequo; al ragionamento profondo sui dipinti, secondo un solo motto: Iconologia. Grazie alla comprensione dei simboli non solo capivamo il significato dell’immagine, ma anche l’ambiente erudito a cui l’artista apparteneva, dunque la committenza, le connessioni profonde con l’esoterismo, le correnti platoniche di Marsilio Ficino o la Chiesa cattolica. Non solo Tiziano, la sua grande ri-scoperta, ma anche Vittore Carpaccio, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Savoldo, Paolo Veronese… La Venezia del Cinquecento era il suo campo d’azione indiscusso, il nome della rivista che fondò nel 1991 e la città in cui è diventato il «magnifico» professore dell’Ateneo.
Quando dovetti scegliere a quale professore rivolgermi per la tesi triennale, non ebbi dubbi. Ricordo la mia emozione quando mi comunicò il voto per messaggio, con la sua dolcezza e ironia, raffinato verbo, mentre mi trovavo già lontano: «Con invidia per il tuo soggiorno parigino, un affettuoso saluto dall’acqua alta altissima di questi giorni veneziani. A.».
Augusto Gentili era giusto, rigoroso, forte, indipendente, e apriva la mente con un metodo e una prassi di lucidità intellettuale, nella ricerca delle verità; contraddistinto da un’intelligenza e un carisma superiori. E se sei così grande, sei ricordato da tutti.
Tornato a Roma, la sua città, in seguito alla pensione, dove aveva già insegnato arte veneta presso l’Università La Sapienza di Roma per quattordici anni (1983-1997), aveva continuato il suo impegno producendo innumerevoli studi e letture, in costante legame con la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore: il suo ultimo contributo,Tiziano en plein air, apparirà nel catalogo della mostra di prossima apertura «Tiziano e il paesaggio. Dal Cadore alla Laguna: la Pala Gozzi e la Sommersione del Faraone» nel Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore (dal 23 gennaio al 29 marzo 2026).
Oltre agli innumerevoli saggi in riviste scientifiche e miscellanee, i suoi libri riempiono gli scaffali delle biblioteche di ogni studioso: Le storie di Carpaccio: Venezia, i Turchi, gli Ebrei, Venezia 1996; I giardini di contemplazione: Lorenzo Lotto, 1503-1512, Roma 1985; Il ritratto e la memoria: materiali, Roma 1989; Da Tiziano a Tiziano, Milano 1980; Tiziano: le donne, Firenze 2022; Tiziano. La sensualità del colore, Firenze 2023; La bilancia dell'arcangelo. Vedere i dettagli nella pittura veneziana del Cinquecento, Roma 2009.
In suo onore è stato recentemente curato il volume Giardino di conversazioni: scritti in onore di Augusto Gentili dai suoi più cari allievi (Roma, 2023).
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