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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliProseguono i complessi lavori al Museo Nazionale Etrusco di Roma e nell’adiacente Villa Poniatowski. Mentre nell’edificio di Villa Giulia sono in restauro la facciata esterna, alcune sale e il noto Sarcofago degli Sposi (il martedì e il giovedì è possibile visitare il laboratorio in attività), la direttrice del Museo, Luana Toniolo, annuncia la riapertura del cantiere delle Concerie Riganti.
Nella Sala Fortuna dell’Etru, ieri giovedì 9 aprile, il primo di sei incontri del ciclo «I cantieri di Villa Giulia» era incentrato sul progetto di riqualificazione dell’ex impianto industriale per la concia delle pelli, situato all’interno di Villa Poniatowski; il complesso della villa è parte integrante del percorso museale dell’Etru, così come il suo Casino Nobile, dove, alla fine del XIX secolo, erano state installate le vasche dell’azienda fondata da Sebastiano Riganti attiva fino al periodo della prima guerra mondiale.
Spiega la direttrice Toniolo: «Dopo aver attraversato le 40 sale di Villa Giulia, si avrà un’idea di chi erano gli Etruschi; e, per completare la visita, al piano terra delle Concerie troveranno spazio i tanti reperti provenienti da Vulci, Cerveteri, Veio, ora conservati nei depositi del Museo».
Il termine previsto dei lavori per le Concerie Riganti è la primavera del 2027. Oltre allo spazio espositivo, verrà allestita un’ampia sala convegni; mentre, al piano superiore, troverà posto un ristorante con una terrazza panoramica di mille metri quadrati, accessibile (in modo indipendente dal museo) attraverso la scala progettata da Valadier o tramite un ascensore interno.
Il costo complessivo dell’appalto è di circa 5 milioni e 200mila euro. Per questi spazi espositivi, già da tempo si sta progettando una grande mostra che verrà aperta nel 2027: le ex Concerie furono, infatti, tra il 1944 e il 1947, sede di un atelier laboratorio di design concepito dal pittore e architetto Enrico Galassi, il quale chiamò a raccolta artisti come de Chirico, Savinio, Manzù, Basaldella, per dar vita al cosiddetto Studio Villa Giulia. Prosegue la direttrice Toniolo: «Era la risposta romana al design che si sviluppava a Milano. Il progetto confluì in una mostra nello storico Studio d’Arte Palma, in piazza Augusto Imperatore; diverse opere vennero portate negli Stati Uniti per un’esposizione, tanto che molti oggetti ora si trovano nei musei e nelle collezioni private statunitensi».
L’architetta Arianna Spinosa, direttrice dei lavori (e responsabile per l’area funzionale al Parco Archeologico di Pompei), ha parlato di «un progetto che presentava diverse criticità, perché sono necessarie competenze nei lavori strutturali e di impiantistica, ma anche di restauro». Con Toniolo, tra il 2019 e il 2022, Spinosa ha lavorato al cantiere delle Concerie di Pompei e «come per quelle pompeiane, racconta, abbiamo affrontato il ripristino delle vasche con un atteggiamento archeologico; due file rimarranno aperte e visibili al pubblico».
Durante la prima fase dei lavori, sono emerse due fontane risalenti all’impianto originario della Villa, dedicate alle divinità fluviali, che («costi permettendo», precisa l’architetta) dovrebbero essere restaurate. Anche la fontana progettata da Valadier e il verde circostante saranno oggetto di recupero, per restituire almeno in parte quello che nel Cinquecento venne definito il «giardino di delizie». Mentre fervono i lavori, al Museo Etrusco sarà aperta la mostra «Archetipi, mitologia dell’anima», personale di Margherita Lipińska, dal 12 aprile al 28 giugno 2026.
Una veduta delle vasche della Conceria Riganti
Statua fluviale alle Concerie Riganti
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