Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image PREMIUM

Una veduta dell’allestimento di «Tesori etruschi» nella Fondazione Luigi Rovati di Milano

Foto © Daniele Portanome per Fondazione Rovati

Image PREMIUM

Una veduta dell’allestimento di «Tesori etruschi» nella Fondazione Luigi Rovati di Milano

Foto © Daniele Portanome per Fondazione Rovati

Alla Fondazione Rovati di Milano tre giorni per riflettere sull’«Archeologia del presente»

Dall’8 al 10 maggio la prima edizione del festival ideato da Marco Bracconi e Giulia Zanichelli sui temi che modellano il corso della storia tra passato e futuro

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

L’archeologia è quella disciplina che con i suoi molteplici strumenti ci permette di esplorare le civiltà del passato, cercando di conoscerle e interpretarle attraverso le tracce materiali e le fonti, scritte o visive, lasciate dai popoli di allora. Inevitabile perciò per noi, abitanti dell’oggi, porsi la domanda su cosa vedranno e cosa capiranno del nostro tempo coloro che ci seguiranno.

In quest’ottica dilatata, la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ha fatto della sua preziosa collezione etrusca anche un dispositivo per accendere un dibattito più vasto, nel tempo e nello spazio, intorno al tema della conoscenza nella sua accezione più ampia, ha voluto organizzare, dall’8 al 10 maggio, il festival «Archeologia del presente» (ingresso gratuito, è suggerita la prenotazione: https://www.fondazioneluigirovati.org), ideato da Marco Bracconi e Giulia Zanichelli: tre giornate di incontri con Mario Abis, Marco Aime, Gianni Biondillo, Mario De Santis, Paolo Di Paolo, Giuseppe Garibaldi, Emilia Rossi, Lucio Rovati, Vittorio Alessandro Sironi e Lucia Tozzi che dibatteranno sui cinque temi prescelti: i Popoli, il Mito, la Medicina, i Diritti e, in chiusura, la città di Milano.

In questa sua prima edizione, il festival si aprirà, venerdì 8 maggio alle 17,30 con un dibattito tra Marco Aime e Giulia Zanichelli sul tema dei Popoli, delle carestie, dei cambiamenti climatici e delle conseguenti migrazioni di massa, che hanno modellato e sempre più modellano il corso della storia. La domanda ora è: nel futuro, che cosa accadrà?

Il tema del Mito e del suo radicamento, trattato sabato 9 maggio alle 15, è incentrato sulla figura di Giuseppe Garibaldi e vedrà il confronto tra Mario De Santis, Giuseppe Garibaldi e Paolo Di Paolo, mentre alle 18 sarà l’evoluzione della scienza medica, dalle prime intuizioni del passato fino ai raggiungimenti più recenti, a essere affrontata nel dialogo tra Lucio Rovati e Vittorio Alessandro Sironi.

Alle 15 di domenica 10 maggio andranno in scena i Diritti, in una riflessione sul rapporto tra legge e diritti individuali condotta da Emilia Rossi e Alessandro Bracconi, mentre dalle 18 sarà la volta delle questioni relative alla città di Milano, al suo sviluppo e al suo futuro, guardando alle trasformazioni (già in essere) sul piano dell’urbanistica, della società e dell’economia, che saranno affrontate in un dibattito fra Mario Abis, Gianni Biondillo, Marco Bracconi e Lucia Tozzi.

 

Ada Masoero, 04 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Arriva al cinema per tre giorni, dal 25 al 27 maggio, il film di Andrea Bettinetti per Nexo Studios dedicato al maestro italo-argentino. Materiali d’archivio spesso inediti, viaggi nei musei che conservano i suoi capolavori, testimonianze e riflessioni di studiosi e artisti amici ripercorrono esaustivamente le rivoluzioni compiute dal «padre» di tanta parte dell’arte contemporanea

«Dopo le grandi manovre» del primo e «Struttura modulare» del secondo sono stata recentemente acquisite dal museo di Gallarate tramite due diversi bandi del Ministero della Cultura

Il Mac-Museo d’Arte Contemporanea presenta la prima mostra monografica museale dell’artista italo-brasiliana, vincitrice del Premio Lissone nel 2021

La nuova pittura di Marco Petrus trasforma l’architettura in movimento, tra Futurismo, visioni digitali e percezioni instabili

Alla Fondazione Rovati di Milano tre giorni per riflettere sull’«Archeologia del presente» | Ada Masoero

Alla Fondazione Rovati di Milano tre giorni per riflettere sull’«Archeologia del presente» | Ada Masoero