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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliÈ affascinante il modo in cui a Londra si riesca a mescolare tradizione e avanguardia, storia e immaginazione. Dal 24 al 30 giugno, questo equilibrio prende forma nella quarta edizione della Treasure House Fair, ospitata nella cornice senza tempo del Royal Hospital Chelsea. Un appuntamento tra i più attesi dell’estate artistica londinese, capace di attrarre collezionisti, appassionati e curiosi da tutto il mondo. Ma quest’anno c’è un motivo in più per non mancare: una straordinaria mostra celebra i 90 anni del Surrealismo britannico, riportando sotto i riflettori opere raramente esposte insieme negli ultimi decenni. Intitolata «British Surrealism and Beyond», l’esposizione riunisce quaranta capolavori provenienti dalla Southampton City Art Gallery, offrendo uno sguardo privilegiato su uno dei movimenti più enigmatici e rivoluzionari del Novecento.
Prima edizione del catalogo del 1936 della prima mostra di arte surrealista in Inghilterra, con una prefazione di André Breton e un’ introduzione di Herbert Read. © Peter Harrington, Londra/New York
Roland Penrose, «Good Shooting (Bien Visé )», 1939. © Lee Miller Archives, England 2026. All rights reserved
Accanto a nomi iconici come Giorgio de Chirico e Paul Delvaux, spiccano figure chiave del Surrealismo britannico quali Roland Penrose e Paul Nash. Non mancano voci meno note ma fondamentali per comprendere la ricchezza del movimento, come John Banting e Conroy Maddox, accanto a una significativa presenza femminile: da Eileen Agar a Ithell Colquhoun, fino a Emmy Bridgwater ed Edith Rimmington. Questa celebrazione arriva a novant’anni da un evento storico: la International Surrealist Exhibition del 1936, che segnò l’esplosione del Surrealismo sulla scena britannica. All’epoca, artisti e intellettuali come André Breton e Salvador Dalí contribuirono a trasformare Londra in un laboratorio creativo senza precedenti. Oggi, la Treasure House Fair rende omaggio a quella stagione irripetibile, dimostrando quanto la sua eredità sia ancora viva. Oltre alla mostra, la fiera ospita circa sessanta tra i più importanti mercanti d’arte e antiquariato a livello internazionale, da Ronald Phillips a Frank Partridge, da Thomas Coulborn & Sons a Fileman Antiques, offrendo un’esperienza che attraversa secoli e stili.
A proposito del parterre espositori, Harry van der Hoorn, proprietario e cofondatore della Treasure House Fair, ha dichiarato: «Questa edizione rafforza il nostro impegno a favore di una selezione rigorosa, riunendo migliaia di tesori scelti con cura che ripercorrono secoli di storia mondiale, ciascuno dei quali è stato vagliato da esperti indipendenti. La fiera mantiene una vocazione decisamente internazionale, con il 20% degli espositori provenienti dall’America e dall’Europa. Sosteniamo attivamente questa partecipazione globale fornendo assistenza per la spedizione, la logistica e la documentazione di importazione, garantendo un'esperienza senza intoppi per tutti».
Dai gioielli storici alle opere contemporanee, ogni stand racconta una storia, trasformando la visita in una vera e propria caccia al tesoro tra oggetti rari e preziosi. La scelta della location non è un caso: il Royal Hospital Chelsea, progettato da Christopher Wren, è uno dei luoghi più suggestivi della città, affacciato sul Tamigi e custode di oltre tre secoli di storia. Qui, tra architetture maestose e giardini curati, l’arte trova uno scenario ideale per dialogare con il passato. La Treasure House Fair si conferma come un punto di riferimento imprescindibile non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per chi desidera lasciarsi sorprendere da un’esperienza immersiva, dove il Surrealismo – con le sue visioni oniriche e provocatorie – continua a parlare al presente.
«Lacque À La Francaise», Luigi XV, opera di Mathieu Criaerd, circa 1745. © Frank Partridge, Londra
Prima edizione del Sidereus nuncius di Galileo, una delle 550 copie, che annuncia le prime scoperte astronomiche effettuate tramite un telescopio © Peter Harrington, Londra/New York
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