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Bowl in porcellana policroma, manifattura Richard Ginori, 1927

Courtesy of Wannenes

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Bowl in porcellana policroma, manifattura Richard Ginori, 1927

Courtesy of Wannenes

Il fascino delle maioliche rinascimentali e delle porcellane europee

Wannenes propone a Milano la vendita di una selezione tra Deruta, Ginori, Meissen e Sèvres

Lavinia Trivulzio

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La casa d’aste Wannenes presenta il 20 maggio a Milano un’importante vendita dedicata alle maioliche e porcellane europee dal XIV al XIX secolo, un raffinato percorso collezionistico che attraversa il Rinascimento italiano e le grandi manifatture del Settecento europeo. Il catalogo riunisce opere provenienti dalle più celebri fornaci italiane ed europee, con una selezione che spazia dalle maioliche rinascimentali di Deruta e Urbino alle porcellane di Sèvres, Meissen e Ginori, offrendo ai collezionisti un panorama di eccezionale qualità storica e decorativa.

Fiore all’occhiello della vendita è senza dubbio la rarissima guarnitura da caminetto in porcellana policroma di Sèvres del 1760 circa, composta da un vaso «hollandais» e da due vasi del modello «hollandais nouveau» (lotto 382). Decorata anche dal celebre pittore di manifattura Jean-Baptiste Tandart, la composizione rappresenta uno dei vertici assoluti del catalogo ed è stimata tra gli 80mila e i 100mila euro. Grande attenzione è riservata anche a un importante nucleo di maioliche rinascimentali provenienti da diverse botteghe italiane, tra cui Venezia, Pesaro, Urbino, Casteldurante, Faenza, Gubbio e soprattutto Deruta. Proprio la produzione derutese, proveniente in parte da una nota collezione milanese, costituisce uno dei segmenti più interessanti della vendita.

 

Guarnitura in porcellana policroma, manifattura di Sèvres, circa 1760. Courtesy of Wannenes

Tra i lotti più significativi emerge il ritratto di «Bella» ispirato alle celebri serie del Duca di Urbino (lotto 329), opera emblematica della cultura figurativa rinascimentale italiana, stimata tra 1.600 e 1.800 euro. Di particolare rilievo anche il piatto da parata in maiolica lustrata della fornace di Deruta, databile alla prima metà del XVI secolo (lotto 326). Decorato con una vivace scena di caccia in paesaggio entro un elegante bordo a quartieri, il pezzo viene proposto con una stima di 1.800 – 2.200 euro.

Accanto alle maioliche, il catalogo propone una ricca selezione di porcellane europee, con uno speciale focus sulla manifattura Ginori. Tra le opere più interessanti spicca una grande caffettiera in porcellana policroma decorata «nei modi di Sèvres» con motivi a roselline (lotto 353), databile tra il 1780 e il 1790 circa. L’opera, apprezzabile per la qualità esecutiva e l’eleganza decorativa, è stimata tra 250 e 500 euro.

La vendita prosegue con un nucleo di porcellane provenienti dalle fornaci di Vinovo e con una selezione di manufatti delle principali manifatture italiane del XVIII secolo, fino ad arrivare a uno dei lotti più importanti dell’intero catalogo europeo: una monumentale zuppiera con piatto di accompagno di Meissen (lotto 380), realizzata intorno al 1763-64 su un modello di Vincennes-Sèvres derivato da un disegno di Jean-Claude Duplessis. Il lotto è proposto con una stima compresa tra 3mila e 4mila euro.

A completare la vendita figurano inoltre esemplari provenienti da varie manifatture europee, comprese produzioni russe, oltre a interessanti testimonianze del Novecento italiano. Tra queste spicca una raffinata ciotola in porcellana policroma realizzata da Richard Ginori nel 1927 e decorata con il celebre motivo del «Pellegrino di Montesanto» di Gio Ponti (lotto 407), anch’essa stimata tra 3mila e 4mila euro.

Lavinia Trivulzio, 19 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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Il fascino delle maioliche rinascimentali e delle porcellane europee | Lavinia Trivulzio

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