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Una riflessione «giuridica» della proposta di estendere da 20 a 70 anni la protezione delle fotografie di cui non è mai stato riconosciuto un valore «autoriale»
- Deborah De Angelis
- 29 novembre 2025
- 00’minuti di lettura
Una sala di una biblioteca
Approvata alla Camera la legge sulle fotografie «semplici»
Una riflessione «giuridica» della proposta di estendere da 20 a 70 anni la protezione delle fotografie di cui non è mai stato riconosciuto un valore «autoriale»
- Deborah De Angelis
- 29 novembre 2025
- 00’minuti di lettura
Deborah De Angelis
Leggi i suoi articoliCome anticipato è stato in discussione, in questi giorni, alla Camera il disegno di legge sulle «Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese» (Atto Camera n. 2655). In questa sede normativa, poco coerente con il tema del diritto d’autore, è stata inserita, e approvata il 26 novembre, la proposta di estendere da 20 a 70 anni la protezione delle fotografie «semplici», cioè quelle fotografie relative a immagini della vita quotidiana e della cronaca a cui non è mai stato riconosciuto un valore «autoriale».
Questa modifica avrà evidentemente un impatto negativo sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano: numerose fotografie conservate in archivi, musei e biblioteche non potranno essere digitalizzate e rese così disponibili al pubblico, con conseguenze nefaste sulla ricerca storica. Queste conseguenze erano state denunciate al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nella lettera aperta promossa dal Capitolo italiano di Creative Commons e sottoscritta da numerose associazioni, società e consulte universitarie.
La nuova formulazione apre questioni sostanziali e applicative. Da un lato, equipara la durata della tutela delle fotografie «semplici» a quello previsto per le opere fotografiche, creando ulteriore confusione tra opere dotate di originalità e semplici riproduzioni. Dall’altro, resta incerto il regime transitorio: l’estensione si applicherà solo alle fotografie future o anche a quelle già prodotte e non ancora in pubblico dominio? È evidente che quest’ultima prospettiva renderebbe ancor più devastante l’impatto, già negativo, di questa modifica alla legge sul diritto d’autore.
Resta pertanto auspicabile un nuovo provvedimento normativo che ripristini la versione originaria del testo dell’art. 92 della legge sul diritto d’autore, con tempi adeguati e sulla base di una valutazione approfondita degli impatti giuridici, culturali ed economici in gioco, tenendo stavolta in considerazione anche la voce delle associazioni che tutti i giorni si adoperano per la diffusione della cultura.
Deborah De Angelis (Avvocato, Direttore del Capitolo di Creative Commons Italia).