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Un render dell’ampliamento del New Museum progettato da OMA

Foto cortesia di OMA/bloomimages.de

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Un render dell’ampliamento del New Museum progettato da OMA

Foto cortesia di OMA/bloomimages.de

Appuntamento in autunno con il nuovo New Museum e con i Nuovi umani

L'ampliamento firmato da OMA raddoppierà lo spazio espositivo del museo newyorchese, dotandolo di nuovi servizi. La mostra inaugurale, enciclopedica e interdisciplinare, spiega il direttore artistico Massimiliano Gioni, «dimostra come le nostre preoccupazioni contemporanee più terrificanti siano in realtà vecchie quanto l’umanità stessa» 

Daria Berro

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L’annuncio è di oggi: l’ampliamento del New Museum di New York, progettato da OMA / Shohei Shigematsu e Rem Koolhaas in collaborazione con Cooper Robertson sarà inaugurato il prossimo autunno. Fondato nel 1977 da Marcia Tucker (transfuga del Whitney) come un luogo per «nuova arte e nuove idee» in uno spazio temporaneo di Hudson Street, l’unico museo di Manhattan dedicato esclusivamente all’arte contemporanea guadagnerà oltre 5.500 metri quadrati, distribuiti su sette piani, raddoppiando lo spazio espositivo. L'espansione elaborata da OMA (che firma così il suo primo progetto pubblico a New York) mira a integrarsi perfettamente con l’interno del museo esistente, opera di SANAA/ Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, allineando le altezze dei soffitti al secondo, terzo e quarto piano per garantire un collegamento ininterrotto tra il vecchio edificio e il nuovo. La facciata semplice e unitaria è realizzata in vetro stratificato con rete metallica, materiali che richiamano e completano l’edificio di SANAA, inaugurato nel 2007, consentendo al contempo un maggior grado di trasparenza.

«Il New Museum è un incubatore di nuove prospettive e produzioni culturali e l’ampliamento mira a incarnare questo atteggiamento di apertura, dichiara Shohei Shigematsu, partner di OMA. Pensato come una controparte connessa ma distinta rispetto alla verticalità e alla solidità del museo esistente, l'edificio è stato inoltre concepito per creare un volto pubblico attivo, che comprende una piazza all'aperto, momenti di trasparenza nell’atrio centrale e aperture a terrazza sulla sommità, in grado di coinvolgere apertamente l'ambiente circostante, comunità e non solo».

 La nuova piazza d’ingresso creerà infatti un luogo all'aperto all'incrocio tra Bowery e Prince Street che sarà utilizzato per installazioni d'arte pubblica. A inaugurare lo spazio sarà «Venus Victoria» di Sarah Lucas, prima vincitrice dell’Hostetler/Wrigley Sculpture Award, premio biennale a sostegno della produzione ed esposizione nella piazza d’ingresso di opere di artiste. Al piano terra l’ampliamento dell’atrio consentirà di allestire un bookshop più grande e un ristorante a servizio completo. L’aggiunta di una scala nell’atrio mira a rendere più fluida la circolazione verticale dei visitatori e offrirà una vista sul quartiere circostante. Salendo di qualche piano, il nuovo edificio comprenderà uno studio dedicato agli artisti in residenza, un’aula magna da 74 posti e la sede di NEW INC, il primo incubatore culturale nato in un museo. Al settimo piano la Sky Room raddoppierà le dimensioni, ma manterrà la vista panoramica sul centro di Manhattan. L'edificio ampliato comprenderà altre tre terrazze al piano superiore con vista sulla Bowery.

«Il New Museum è sempre stato un museo rivolto al futuro, non un luogo in cui conservare e registrare la storia, ma un luogo in cui la storia viene fatta. Ora inauguriamo una nuova era di possibilità per il museo come risorsa civica vitale per i newyorkesi e per la comunità artistica mondiale» è il commento di Lisa Phillips, direttrice del New Museum, che nell’edificio progettato da OMA aggiungerà anche il nome di Toby Devan Lewis, in onore della filantropa scomparsa nel 2022 per anni trustee dell’istituzione. Il suo contributo di 30 milioni di dollari è stata la più grande donazione nella storia del museo. Ad oggi, il New Museum ha raccolto 118 milioni di dollari dei 125 occorrenti; i costi di costruzione ammontano a 82 milioni.

A inaugurare l’ampliamento del museo sarà la mostra «New Humans: Memories of the Future», costruita intorno all’interrogativo: che cosa significa essere umani di fronte ai grandi cambiamenti tecnologici? «Sin dalla sua fondazione il New Museum ha guardato all'arte come a uno strumento che può aiutarci a capire il mondo che ci circonda, spiega il direttore artistico Massimiliano Gioni. “New Humans” è una mostra enciclopedica e interdisciplinare che prosegue l'impegno del museo nei confronti delle questioni più urgenti di oggi. Attraverso i lavori di oltre 150 artisti, scrittori e personalità della cultura “New Humans” mostra come le nostre preoccupazioni contemporanee più terrificanti siano in realtà vecchie quanto l’umanità stessa. Mentre il New Museum entra in un nuovo capitolo della sua storia, “New Humans” mette in evidenza il ruolo svolto dagli artisti svolgono nell'interpretare e affrontare le questioni critiche che plasmeranno il nostro destino collettivo».

Estesa su tutta la superficie del museo, la mostra traccia una storia trasversale del XX e XXI secolo, evidenziando i momenti chiave in cui drammatici cambiamenti tecnologici e sociali hanno stimolato nuove concezioni dell'umanità e nuove visioni del suo possibile futuro. L’allestimento allineerà lavori nuovi e recenti di Sofia Al-Maria, Lucy Beech, Meriem Bennani, Cyprien Gaillard, Pierre Huyghe, Tau Lewis, Daria Martin, Wangechi Mutu, Precious Okoyomon, Berenice Olmedo, Philippe Parreno, Hito Steyerl, Jamian Juliano-Villani, Andro Wekua e Anicka Yi, opere  di artisti e personaggi della cultura del ’900  quali Francis Bacon, Constant Nieuwenhuys, Salvador Dalí, Ibrahim El-Salahi,H.R. Giger Kiki Kogelnik, Hannah Höch, Tatsuo Ikeda, Gyula Kosice, El Lissitzky, Lennart Nilsson, Eduardo Paolozzi, Carlo Rambaldi, Germaine Richier ed Elsa von Freytag-Loringhoven.

Per il 2026 intanto si annunciano una personale di Arthur Jafa e il ritorno della Triennale del New Museum, lanciata nel 2009 e dedicata ad artisti emergenti di tutto il mondo.

Uno still da «Soft Materials» (2004) di Daria Martin. Cortesia dell’artista. © Daria Martin

Daria Berro, 27 febbraio 2025 | © Riproduzione riservata

Appuntamento in autunno con il nuovo New Museum e con i Nuovi umani | Daria Berro

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