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Gaspare Melchiorri
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In Francia il 25 novembre altri quattro soggetti sospetti sono stati arrestati in relazione al furto dei gioielli della Corona francese perpetrato al Museo del Louvre di Parigi il mese scorso. Uno di questi uomini, attualmente messo sotto custodia dalla polizia, è sospettato di essere il quarto membro del gruppo che ha organizzato la rapina.
L’uomo in questione è stato arrestato nella piccola città di Laval, a 280 chilometri a ovest di Parigi. Stando a quanto si legge in un articolo pubblicato dal quotidiano «Le Parisien», avrebbe precedenti penali ed è stato accusato di furto organizzato e associazione a delinquere. Si ritiene inoltre che abbia legami con gli altri tre presunti membri arrestati in precedenza.
Inoltre, tre parenti del sospettato sono stati interrogati. «Si tratta di due uomini di 38 e 39 anni e due donne di 31 e 40 anni, tutti provenienti dalla regione di Parigi», ha dichiarato in un comunicato la procuratrice di Parigi Laure Beccuau.
Anche il cugino di uno dei sospettati ha parlato del furto. Dei quattro, uno è un tassista e un altro è un fattorino e netturbino, quest’ultimo arrestato all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi mentre tentava presumibilmente di fuggire con un volo di sola andata per l’Algeria. Gli altri due sono un uomo e una donna identificati come conviventi con due figli; la donna è stata rilasciata dalla custodia della polizia e posta sotto supervisione giudiziaria il 26 novembre. I ladri sarebbero residenti a Seine-Saint-Denis, area periferica a nord di Parigi.
In un’audizione al Senato francese, la direttrice del Louvre Laurence des Cars ha affermato che gli allarmi hanno funzionato correttamente e sono scattati durante la rapina. Tuttavia, ha ammesso che il museo dispone di sistemi di sicurezza «molto inadeguati» e «obsoleti».
Circa 100 telecamere di sorveglianza e sistemi anti-intrusione saranno installati nel museo come rinforzo delle misure di sicurezza. Però l’attuazione completa delle modifiche di sicurezza raccomandate «non dovrebbe essere completata prima del 2032».
I gioielli scomparsi sono presenti nella banca dati dell’Interpol delle opere d’arte rubate, ma le ricerche continuano, poiché non sono ancora stati recuperati dalle autorità. Alla luce di quanto accaduto, il Louvre ha trasferito il resto dei suoi gioielli più preziosi alla Banca di Francia per custodia.
Intanto però l’attenzione si è concentrata su un rapporto, pubblicato dal quotidiano «Le Monde», dei gioiellieri Van Cleef & Arpels, che erano stati interpellati nel 2018 dai vertici del Louvre per valutare la sicurezza dei luoghi. Era un’analisi perentoria, che metteva nero su bianco le criticità del museo, e puntava l’indice su quel balcone del Louvre che dà su una strada sul lato Senna e da cui i ladri sono entrati. Una sua foto era stata cerchiata in rosso, e il commento sotto era esplicito: «Con una navicella o un montacarichi si può facilmente accedere alla galleria».
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