Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA quasi cinquant’anni dal suo furto, una statua lignea raffigurante una Madonna con Bambino, risalente al XIV secolo, è stata recuperata dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia. L’opera, trafugata nel 1977 dal Castello di Monselice (Pd), è stata ritrovata a Zogno (Bg), al termine di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo e condotta con il supporto del Nucleo Tpc di Monza.
Il ritrovamento è stato possibile grazie a un’analitica attività investigativa che ha incrociato il monitoraggio del web con l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati, tra cui il sistema Swoads (Stolen Works Of Art Detection System), utilizzato per individuare opere d’arte rubate. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sulla provincia bergamasca, dove la statua è stata infine individuata e sequestrata a Zogno.
Fondamentale è stata anche la sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia e con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, che hanno contribuito a confermare con certezza l’identità dell’opera.
Alta 121 centimetri e realizzata in legno su basamento ottagonale, la scultura è attribuibile a una scuola senese riconducibile a botteghe pisano-lucchesi vicine allo scultore senese Francesco di Valdambrino (1375-1435). Le policromie ancora visibili e la cura dei dettagli documentano l’elevato valore artistico e devozionale del manufatto.
L’impiego di strumenti tecnologici sofisticati come le banche dati digitali delle opere rubate testimoniano l’efficacia delle moderne prassi investigative nel settore dell’arte. Con il via libera della Procura di Bergamo, la scultura sarà ora restituita alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Altri articoli dell'autore
Terminato l’intervento su un monumentale (tre metri per sette) dipinto raffigurante «Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci» del seicentesco maestro. «La Caduta della Manna», dello stesso autore, è ancora in restauro
Tra le opere che questo scrigno d’arte contiene, un soffitto seicentesco in legno intagliato, alcuni altari e una serie di dipinti raffiguranti momenti della Passione di Cristo
A centinaia, in perfetto stato di conservazione, risalgono a un periodo compreso tra il 20 e il 50 d.C. Erano state scoperte nel 2024, e poi recuperate nel corso del 2025. Ora sono giunte al Museo Archeologico del Laténium, dove sono state prese in cura da un team apposito
In Libano le meraviglie archeologiche dell’antica città di Tiro minacciate dagli attacchi israeliani
Intanto, nel Paese mediorientale l’Unesco sta monitorando la situazione, coordinando interventi di emergenza per la messa in sicurezza dei siti archeologici e delle collezioni museali



