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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliDopo il debutto nel 2026, Art Basel Qatar tornerà a Doha per la sua seconda edizione, in programma dal 28 al 30 gennaio 2027 (preview il 26 e 27 gennaio). E lo fa affidando la direzione artistica alla curatrice irachena Wassan Al-Khudhairi. Insieme alla nomina, arriva anche il titolo del nuovo capitolo: between / بين. Poche parole, ma programmatiche. Più una visione che un tema, al momento.
La sede resterà quella di Msheireb Downtown Doha, tra Doha Design District (DDD) e il centro culturale M7, già al centro della prima edizione. Il format sarà riconfermato e consolidato. Anche nel 2027 le gallerie presenteranno progetti monografici costruiti come focus su singole pratiche artistiche, in dialogo diretto con il tema curatoriale. A crescere sarà invece la sezione Special Projects, pensata come spazio per interventi e installazioni a carattere immersivo.
Sul piano curatoriale, Al-Khudhairi subentra a Wael Shawky, artista egiziano e direttore del programma Fire Station: Artist-in-Residence di Qatar Museums, che aveva definito l’impianto della prima edizione insieme a Vincenzo de Bellis. Figura centrale del gruppo Art Basel, de Bellis - Chief Artistic Officer e Global Director of Fairs - coordina la visione complessiva delle fiere a livello internazionale e continuerà a lavorare anche sulla seconda edizione, affiancando la nuova direttrice artistica nella selezione delle gallerie insieme al Selection Committee.
Dal canto suo, a Al-Khudhairi non manca certo l'esperienza. A Doha ha guidato la nascita del Mathaf: Arab Museum of Modern Art come direttrice fondatrice, seguendone l’apertura nel 2010 e contribuendo a definirne il primo programma espositivo, con mostre come Sajjil: A Century of Modern Art e Saraab di Cai Guo-Qiang. Da lì il percorso si è esteso tra istituzioni e biennali: dalla Gwangju Biennale alla Asian Art Biennial di Taiwan, fino alla più recente Hawaii Triennial. Negli Stati Uniti ha diretto il Contemporary Art Museum St. Louis come chief curator, sviluppando programmi dedicati a pratiche artistiche internazionali emergenti e consolidate. Oggi è partner di The Curatorial / Office, piattaforma che lavora sull’idea di curatela come pratica espansa, oltre il perimetro istituzionale tradizionale.
Quanto al tema, Between / بين, Al-Khudhairi ne parla alla stregua di una posizione curatoriale, una sorta di linea programmatica: «Nasce dalla curiosità verso ciò che accade quando uno spazio resta aperto - non come assenza di definizione, ma come invito a creare connessioni tra generazioni, geografie e prospettive», spiega Al-Khudhairi, insistendo sull’idea di un “tra” che non separa ma mette in relazione.
La stessa direttrice artistica descrive Art Basel Qatar come “un nuovo modello di fiera curata”, dove «rigore curatoriale e mercato dell’arte non sono in tensione, ma si rafforzano reciprocamente». Una definizione che restituisce la natura ibrida del progetto, piattaforma di mercato e insieme dispositivo curatoriale. Nel commentare la nomina, Vincenzo de Bellis sottolinea come Al-Khudhairi porti con sé «profondità intellettuale e visione istituzionale», ricordando anche il ruolo di Wael Shawky nella costruzione dell’edizione inaugurale, definita «fondamentale per le basi del progetto».
In questa prospettiva, Art Basel Qatar continua a muoversi lungo una linea precisa: non tanto aggiungere un’altra fiera al calendario globale, quanto costruire una piattaforma stabile nel Golfo capace di lavorare sulle connessioni tra regioni, sistemi e linguaggi. E il titolo del 2027, between / بين, sembra già dirlo abbastanza chiaramente.
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