Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliMaiorca si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più attesi del calendario artistico internazionale: la prima edizione del format ART COLOGNE PALMA MALLORCA 2026 riunisce 88 gallerie provenienti da 20 Paesi, con una forte identità mediterranea e una ricca rappresentanza internazionale. La fiera offre un panorama in cui le gallerie locali, consolidate e emergenti, dialogano con realtà europee, americane e asiatiche, creando uno scambio culturale unico. Le gallerie maiorchine saranno le protagoniste indiscusse. Baró, con la sua lunga esperienza, presenta artisti di calibro internazionale in dialogo con la scena locale, mentre Kewenig e Pelaires portano la loro consolidata capacità curatoriale, combinando installazioni immersive e opere di grandi formati. Xavier Fiol offre un ponte tra artisti emergenti e affermati, mentre spazi più recenti come Florit/Florit, La Bibi + Reus e Galeria Fermay portano una ventata di energia fresca, sperimentando linguaggi visivi innovativi e nuovi media. Queste gallerie riflettono la vitalità del panorama maiorchino, mostrando un tessuto culturale in forte crescita.
Accanto a loro, le gallerie europee e internazionali portano un mix di storicità e innovazione. Dalla Scandinavia arrivano Martin Asbæk (Copenhagen) e KKANT (Copenhagen/Palma), note per la capacità di combinare rigore concettuale e sperimentazione, mentre Berlino è rappresentata da nomi come Eigen+Art, Freijo e Schwarz Contemporary, gallerie che puntano su artisti concettuali e installazioni di grande impatto. Choi & Choi, con sedi a Seoul e Colonia, porta un respiro globale con opere che fondono tradizione orientale e linguaggi contemporanei, mentre Ruttkowski;68, con una rete che va da Bochum a New York, propone artisti sperimentali e progetti site-specific.
Il format della fiera valorizzerà però ogni galleria. GRAN SALÓ permette presentazioni curate e dialoghi approfonditi con collezionisti, mentre PARKOUR offre alle gallerie più audaci la possibilità di liberare la loro creatività su scala monumentale, con installazioni sospese, opere immersive e interventi che interagiscono con l’architettura del Palau progettato da Francisco Mangado. Qui, realtà consolidate e nuove pratiche si confrontano in un’esperienza visiva che rompe i confini tradizionali dello stand, trasformando ogni galleria in uno spazio narrativo unico. La fiera beneficia inoltre del sostegno di istituzioni locali come Es Baluard Museu d’Art Contemporani, che dedica una mostra a Jannis Kounellis, e della Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca, oltre a Casal Solleric e CCA Andratx, creando un ecosistema culturale completo in cui le gallerie trovano interlocutori, visibilità e opportunità di scambio internazionale.
Altri articoli dell'autore
A Milano, tra Art Week e Design Week, una fiera «in movimento» trasforma un’ex fabbrica in piattaforma viva di relazioni e sperimentazione
Da Parthenis a Ghika, la Greek Sale di Bonhams costruisce una costellazione di linguaggi tra spiritualità, forma e identità, con cifre che testimoniano una crescente attenzione internazionale
Per i suoi sessant’anni, la Galleria Christian Stein riapre gli spazi di Pero trasformando l’archivio in un luogo attivo, dove le opere continuano a ridefinirsi
Con «Crafted», in occasione della London Craft Week 2026, la maison trasforma New Bond Street in un laboratorio vivo tra aste benefiche, ceramica anonima e nuove geografie dell’artigianato



