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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliDal 2 maggio la valenziana Rosario Peiró, per anni membro della squadra di Manuel Borja-Villel prima nel Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) e poi nel Museo Reina Sofía di Madrid, è la nuova direttrice del Museo Picasso di Barcellona. Nominata in seguito a un concorso pubblico, sostituisce Emmanuel Guigon, che ha guidato il museo della calle Montcada negli ultimi dieci anni, fino al suo pensionamento. Peiró garantisce una notevole esperienza di gestione museale, ma il Museo Picasso richiede un profilo particolare, quello di una persona con buoni rapporti con la famiglia Picasso, capace di negoziare con i suoi molti membri. Solo il tempo dirà se riuscirà a stabilire le buone relazioni che hanno permesso a Guigon di ottenere l’appoggio della famiglia e i fondamentali prestiti di opere di Picasso.
Solo pochi giorni prima, Elvira Dyangani Osé abbandonava la direzione del Macba, il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, dopo essere stata nominata direttrice artistica della Biennale d’Arte Pubblica di Abu Dhabi, un incarico che appare a molti in contraddizione con gli ideali che ha sempre dichiarato di difendere e promuovere, considerato che gli Emirati Arabi hanno uno dei peggiori primati al mondo in materia di diritti umani, in particolare per quanto riguarda le donne e i lavoratori migranti. In un primo momento Dyangani aveva annunciato che avrebbe mantenuto i due incarichi sino alla fine dell’estate, ma il Patronato che guida il museo non ha accolto la proposta.
Anche se potrebbe sembrare una normale transizione, il cambio di direzione nel Macba arriva dopo cinque anni di delusioni e tensioni. La scena artistica catalana aveva accolto la nomina di Dyangani con soddisfazione e molte speranze, ma la realtà si è incaricata di freddare gli animi e la direttrice se ne va lasciando un’eredità di mostre poco rilevanti e proposte spesso giudicate banali, ma molto costose, più proprie di una kunsthalle che di un museo delle dimensioni e del prestigio del Macba. Il dibattito sull’ampliamento dell’edificio di Richard Meier, che si dovrebbe concludere entro la fine del 2027, ha evitato di approfondire il giudizio critico sull’operato di Dyangani, ma si sapeva da tempo che il contratto non le sarebbe stato rinnovato. Nessun ampliamento e nessun aumento di budget possono purtroppo supplire alla carenza di idee e di proposta intellettuale. Anche la giuria chiamata a scegliere il prossimo direttore ha generato insoddisfazione nel settore. Accanto ai tre incaricati dalle amministrazioni pubbliche, Comune, Generalitat e Ministero della Cultura, e alla Fondazione Macba, non figura alcun rappresentante di istituzioni nazionali o internazionali di prestigio, come invece era accaduto nelle precedenti selezioni. Al loro posto, sono stati scelti la collezionista Anna Vallès, presidentessa della Fondazione Sorigué, il gallerista Joan Anton Maragall e l’artista Francesc Torres, certo interessato alla presenza delle sue opere nella collezione del museo.
Anna Vallés forma anche parte della giuria che sceglierà il nuovo direttore o direttrice della Fondazione Miró. La accompagnano nomi di spicco come Manuel Segade, direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, Joan Oller, direttore del Palau de la Música Catalana, Cécile Godefroy, conservatrice di pittura e scultura del Moma, Rosa Maria Malet, per 37 anni direttrice della Fundació Miró, e Joan Punyet, nipote di Mirò, in rappresentanza della famiglia dell’artista. È un mistero che cosa sia successo nel centro d’arte sulla collina di Montjuich: Marko Daniel, che lo dirigeva forte di un contratto a tempo indeterminato, è stato sorprendentemente silurato all’indomani della presentazione dell’eccellente nuovo allestimento della collezione permanente e ha preferito lasciare la carica dopo 8 anni piuttosto che perdere le sue prerogative scientifiche e decisionali. Il bando per presentare le candidature resta aperto fino al 23 maggio.
In piena tormenta anche il Dhub, il Museo del Design di Barcellona. Dopo poco più di due anni in carica, José Luis de Vicente ha presentato le sue dimissioni giusto un anno fa, a causa delle ingerenze politiche e dell’impossibilità di sviluppare il suo progetto. Il nuovo direttore Luis Nacenta, scelto attraverso un concorso rapido e quanto mai opaco, non ha ancora potuto iniziare a lavorare, perché con una decisione senza precedenti tutte le associazioni del settore, in rappresentanza di artisti, galleristi, critici e professionisti museali, ha chiesto che venga revocata la sua nomina ritenendo che la procedura con cui è stato nominato violi gli articoli più elementari del codice di buone pratiche.
Anche La Virreina Centre de la Imatge sarà presto senza guida. Nei prossimi mesi, lo scrittore e storico Valentín Roma lascerà il centro della Rambla dopo quasi un decennio e due concorsi vinti, l’ultimo nel 2021, che non ammette proroghe. In questi anni ha trasformato lo spazio municipale in uno dei centri artistici più attivi e stimolanti della città, con mostre innovative che hanno poi girato il mondo. Molti lo vedono come la grande speranza per la rivitalizzazione di alcuni musei le cui direzioni sono ora vacanti, come il Macba.
Al momento non si intravedono cambiamenti al Museu Nacional d’Art de Catalunya (Mnac), dove Pepe Serra, direttore dal 2012, ha rinnovato il suo incarico fino al 2027 e nulla impedisce che sia prorogato almeno fino al 2029, data in cui è prevista la conclusione dell’ampliamento nella sede del Palazzo Victòria Eugènia). Ci potrebbero però essere sorprese. Sono in molti infatti a volere la sua testa, specialmente dopo la disfatta del contenzioso per la proprietà delle opere di Sixena. Non tutti i cambiamenti sono però accompagnati da lotte interne e polemiche. È il caso dell’istituzione privata Foto Colectania, dove l’italiana Elisa Medde ha preso in sordina il posto di Pepe Font de Mora, che ricopriva l’incarico di direttore dall’apertura del centro nel 2002.
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