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Per l’occasione l’artista presenterà un’installazione monumentale concepita come un ambiente immersivo di forte impatto visivo: un invito a superare letture univoche per entrare in un territorio percettivo più instabile, dove l’immagine si offre come campo aperto di significati
- Alessia De Michelis
- 22 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Nabil Nahas, «Don’t Get Me Wrong», 2026
Foto: Elie Bekhazi © Nabil Nahas / Courtesy of the artist © LVAA
Biennale Arte 2026, nel Padiglione del Libano i pattern di Nabil Nahas evocano paesaggi biologici e cosmici
Per l’occasione l’artista presenterà un’installazione monumentale concepita come un ambiente immersivo di forte impatto visivo: un invito a superare letture univoche per entrare in un territorio percettivo più instabile, dove l’immagine si offre come campo aperto di significati
- Alessia De Michelis
- 22 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNel contesto della 61ma Mostra Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, il Padiglione del Libano presenta «Don’t Get Me Wrong», installazione monumentale firmata da Nabil Nahas (Beirut, 1949). Il progetto, curato e promosso da Nada Ghandour, si configura come uno degli interventi più ambiziosi del padiglione nazionale per questa edizione.
L’opera, concepita come un ambiente immersivo di forte impatto visivo, si inserisce nella ricerca di Nahas, da sempre incentrata su forme organiche, strutture naturali e pattern che evocano paesaggi biologici e cosmici. In «Don’t Get Me Wrong», questa tensione si amplifica su scala monumentale, dando vita a un’esperienza che oscilla tra astrazione e riferimento al mondo naturale, tra superficie decorativa e profondità materica.
Il titolo stesso suggerisce una possibile ambiguità interpretativa: un invito a superare letture univoche per entrare in un territorio percettivo più instabile, dove l’immagine si offre come campo aperto di significati. In questo senso, l’installazione dialoga con le linee di ricerca più recenti dell’artista, riaffermando il ruolo della pittura espansa come spazio di relazione tra corpo, ambiente e visione.
L’esposizione sarà visibile dal 6 maggio al 22 novembre, accompagnando l’intera durata della Biennale e contribuendo a definire l’identità del Padiglione del Libano all’interno della scena internazionale contemporanea.