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Redazione
Leggi i suoi articoliTre attacchi hacker, una denuncia alla Polizia Postale e regole più stringenti per il cambio nominativo dei biglietti. Il Parco Archeologico del Colosseo, sentito dall’Adnkronos, fa chiarezza sulla situazione delle vendite online, confermando di aver subito azioni criminose ma smentendo l’uso di bot per l’accaparramento dei titoli d'ingresso. Fonti interne ricostruiscono l’accaduto, a partire dal primo e più importante hackeraggio, avvenuto il 21 febbraio. Tra le 5 e le 9 del mattino, il sito della biglietteria concessionaria è risultato irraggiungibile a causa di un attacco DDoS (Distributed Denial-of-Service). Si tratta, spiegano dal Parco, di un’azione criminosa in cui migliaia di computer vengono indirizzati simultaneamente verso un unico sito, generando un flusso massiccio di richieste che manda il sistema in tilt. Sebbene il portale sia stato ripristinato in circa un’ora, l’evento ha spinto il direttore del Parco, Simone Quilici, a sporgere denuncia alla Polizia Postale il 23 febbraio. A questo episodio ne sono seguiti altri due di entità minore, uno dei quali ha colpito il call center, intasandolo. Dal Parco sottolineano un punto fondamentale: «In nessun attacco hacker è stato riscontrato l’utilizzo di Bot, ma solo di attacchi DDoS».
Per contestualizzare la percezione di biglietti «introvabili», il Parco Archeologico fornisce anche i dati sugli ingressi. A partire dalla seconda metà di gennaio, nonostante l'orario di chiusura anticipato alle 16.30, gli afflussi sono stati superiori allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo sovente la capienza massima. Solo nella giornata di ieri, ad esempio, si sono registrati 30mila ingressi. Inoltre, viene evidenziata una bassa percentuale di «no show», ovvero di biglietti venduti ma non utilizzati, a indicare che i titoli acquistati vengono effettivamente fruiti.
Per contrastare i fenomeni di rivendita illegale, il Parco ha annunciato una misura specifica: dal prossimo 9 maggio diventerà operativa una nuova modalità per il cambio del nominativo entro 7 giorni dalla visita. Se prima l'operazione poteva essere svolta in autonomia, ora sarà necessario inviare una mail e la modifica sarà concessa solo in tre casi specifici: refuso nella scrittura del nome; causa di forza maggiore documentabile, come malattia o lutto, errata attribuzione del titolo (per esempio, biglietto intero anziché ridotto). Questa stretta mira a colpire le agenzie non autorizzate che acquistano biglietti per poi rivenderli. Per chi non riesce a pianificare la visita con un mese di anticipo (quando i biglietti vengono messi in vendita), il Parco ricorda che il 18% dei biglietti totali viene venduto il giorno stesso presso la biglietteria fisica in loco. Infine, la rassicurazione del Parco Archeologico: «Il sito funziona correttamente».
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