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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliDopo aver consolidato la propria presenza in Europa e negli Stati Uniti con sedi a Saint-Étienne, Parigi, Lione, Lussemburgo, New York, Ginevra e nel Domaine de Panéry vicino a Uzès, la Galerie Ceysson & Bénétière apre il suo primo spazio in Asia, scegliendo Tokyo come nuova destinazione. La galleria inaugura il suo ottavo spazio globale, una superficie di 325 metri quadrati, nel cuore del prestigioso quartiere di Ginza, all’ottavo piano della contemporanea Cura Tower.
Per celebrare questa apertura, da maggio ad agosto 2025 verrà presentata una mostra dedicata al movimento artistico Supports/Surfaces, nato negli anni ’70. Concepito come reazione contro le norme estetiche dominanti, il movimento promuoveva un approccio etico alla creazione e un uso audace di materiali non convenzionali. La rassegna intende offrire una retrospettiva immersiva in questo filone fondamentale dell’arte contemporanea francese. Ma è anche l’architettura della nuova sede a catturare l’attenzione. L’interior designer Sophie Dries ha reimmaginato gli spazi in un dialogo sottile tra minimalismo wabi-sabi e funzionalità museale. Niente «white cube»: la galleria si veste di materiali naturali e grezzi, ispirati alla filosofia giapponese dell’imperfezione e della transitorietà. Legno di iroko per i pavimenti, un imponente arco d’ingresso in acciaio corten e arredi su misura in legno massello e metallo disegnano uno spazio raffinato, caldo e accogliente.
Il salone privato per i collezionisti riflette la stessa attenzione al dettaglio e all’esperienza sensoriale. Tra le creazioni, il divano Croissant — un elegante omaggio alla viennoiserie francese amata in Giappone — e i tavoli Songye, ora anche in versione reception. Completano l’allestimento un tappeto Meteor, lampadari Glow in cartapesta e tessuti in lino grezzo della collezione Issé x Sophie Dries per Casamance, che vestono le ampie vetrate affacciate sulla città. L’esperienza si apre già all’arrivo, con due ascensori che conducono il visitatore a una libreria ovale in compensato, realizzata da un artigiano locale, che funge da spazio introduttivo e intimo, dove libri e opere su carta sono protagonisti.
Il progetto di Dries si fonda su un dialogo costante tra il sapere artigianale francese e quello giapponese, con materiali scelti per la loro naturalezza e autenticità: legno, vetro, metallo e carta. Un’estetica sobria ma profondamente ricercata, che riflette la visione di Roland Barthes in L’Empire des signes e di Junichiro Tanizaki in Libro d’ombra dove il gesto, il dettaglio e la luce diventano chiavi di lettura di una bellezza essenziale e silenziosa. Con questa nuova sede a Tokyo, la Galerie Ceysson & Bénétière non solo espande la propria rete internazionale, ma si conferma anche come promotrice di un’arte capace di costruire ponti tra culture, linguaggi e sensibilità estetiche.
Margherita Panaciciu
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