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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliLondra stupisce e rassicura. Una linea di tensione attraversava le sale di Christie’s a King Street, il 5 marzo, un’energia sospesa tra sguardi attenti, rilanci serrati e capolavori senza tempo. Tutto simbolicamente condensato negli otto minuti di rilanci, innescati da sei offerenti in competizione, necessari affinché «King and Queen» (1952-53) di Henry Moore stabilisse un nuovo record mondiale per l’artista, grazie ai 26,3 milioni di sterline (stima 10-15 milioni) con cui è passato di mano durante le vendita di Christie’s dedicate all’arte del XX e XXI secolo. L’aggiudicazione, la più alta della settimana londinese, ha guidato una tornata che ha totalizzato complessivamente 197,5 milioni di sterline (circa 263,8 milioni di dollari), con percentuali di vendita molto elevate: 96% dei lotti venduti e 98% per valore.
Il risultato della scultura di Henry Moore, una delle immagini più iconiche della produzione dell’artista britannico, concepita tra il 1952 e il 1953, supera di oltre il 76% la stima massima e conferma l’interesse del mercato per la grande scultura del dopoguerra. L’opera, definita «il più grande risultato di Moore dal dopoguerra, e probabilmente la più aggraziata tra le sue opere», ha trainato la 20th/21st Century: London Evening Sale, che da sola ha totalizzato 114,2 milioni di sterline, con il 92% dei lotti venduti e il 98% del valore complessivo.
Accanto al record di Moore, la vendita ha registrato risultati solidi per alcuni protagonisti storici del Novecento europeo. «Le rond rouge» (1939) di Wassily Kandinsky ha raggiunto i 12,545 milioni di sterline, mentre «Le peintre et son modèle» (1964) di Pablo Picasso si è attestato a 8,52 milioni di sterline. Due lavori di Gerhard Richter, «Schober (Haybarn)» (1984) e «Abstraktes Bild» (1991), sono stati aggiudicati rispettivamente per 8,4 milioni di sterline e 7,6 milioni di sterline, segnando il ritorno sul mercato dell’artista dopo la recente retrospettiva alla Fondation Louis Vuitton di Parigi.
Henry Moore, King and Queen , conceived in 1952-53
Dorothea Tanning, Children’s Games , 1942
Alcuni dei risultati più significativi della serata sono poi arrivati dalla 25ª edizione di “The Art of the Surreal” Evening Sale, che ha totalizzato 42,98 milioni di sterline con il 100% dei lotti venduti. La vendita ha stabilito due nuovi record mondiali: «Children’s Games» (1942) di Dorothea Tanning è stato aggiudicato per 4,686 milioni di sterline, mentre «Le devenir de la liberté» (1946) della surrealista ceca Toyen ha raggiunto 3,71 milioni di sterline. Il lotto più elevato della sessione è stato tuttavia «Les grâces naturelles» (circa 1961) di René Magritte, venduto per 8,52 milioni di sterline.
Tra gli altri risultati si segnalano «Peinture» (1949) di Joan Miró, aggiudicato per 4,8 milioni di sterline, e «La Ville lunaire» (1944) di Paul Delvaux, che ha raggiunto 4,3 milioni di sterline, ben oltre la stima iniziale. Buona performance anche per «Sun over the Desert» (1925) di Max Ernst, venduto per 863,6 mila sterline.
La terza vendita della serata, “Modern Visionaries – The Roger and Josette Vanthournout Collection”, ha totalizzato 40,3 milioni di sterline, con 97% dei lotti venduti. Il top lot è stato ancora una volta Pablo Picasso con «Nu debout et femmes assises» (1939), aggiudicato per 7 milioni di sterline. Tra le sculture spiccano poi «Goslar Warrior» (1973-74) di Henry Moore, venduto per 4,5 milioni di sterline, e «Jeune fille à la tresse» (1914) di Jacques Lipchitz, che ha quasi triplicato la stima massima arrivando a 2 milioni di sterline.
Nel complesso, la settimana londinese restituisce l’immagine di un mercato solido e sempre più concentrato su opere di qualità museale, evitando scommesse troppo azzardate. Sarà, tra un mese, la volta di Parigi.
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