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Uno scorcio della scorsa edizione di TEFAF a New York

Courtesy of TEFAF

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Uno scorcio della scorsa edizione di TEFAF a New York

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Ci siamo quasi: a maggio è tempo di TEFAF New York

Oltre alla fiera, i riflettori si accendono sul TEFAF Museum Restoration Fund e sul restauro de «L’incontro di Dante e Virgilio», monumentale arazzo mediceo conservato al Minneapolis Institute of Art

Lavinia Trivulzio

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Dal 15 al 19 maggio TEFAF New York torna a occupare gli spazi del Park Avenue Armory, confermandosi come uno degli aattesi più sofisticati del calendario internazionale. Qui, tra ambienti storici trasformati in eleganti scenografie espositive, circa novanta gallerie da tutto il mondo danno forma a un racconto che attraversa millenni: antichità, arte moderna e contemporanea, design e alta gioielleria convivono in un equilibrio che privilegia il dialogo più che la semplice successione cronologica.

Eppure, a distinguere questa edizione non è soltanto la qualità delle opere in vendita ma una crescente attenzione verso ciò che accade lontano dai riflettori del mercato. Al centro della narrazione si impone infatti il TEFAF Museum Restoration Fund, che nel 2026 sostiene un progetto tanto ambizioso quanto simbolico: il restauro de «L’incontro di Dante e Virgilio», monumentale arazzo cinquecentesco conservato presso il Minneapolis Institute of Art.

Dettaglio de «L’incontro di Dante e Virgilio», 1546-49. Courtesy of Minneapolis Institute of Art Mia

Si tratta di un’opera unica nel suo genere, non solo per le dimensioni – oltre cinque metri di lunghezza – ma per il suo valore storico: è l’unico arazzo mediceo antico conservato in una collezione pubblica al di fuori dell’Italia. Nato nella Firenze di Cosimo I de' Medici, che nel 1545 fondò una manifattura destinata a competere con i grandi centri del Nord Europa, l’arazzo prende forma dai cartoni di Francesco Salviati e dalla perizia tecnica del tessitore fiammingo Jan Rost. Un intreccio di saperi e ambizioni politiche che oggi riemerge come testimonianza fragile, segnata dal tempo e dalla necessità urgente di intervento.

Il progetto di conservazione – reso possibile anche dal sostegno di Bank of America – prevede un complesso lavoro di pulitura, stabilizzazione e ritessitura, con l’obiettivo di restituire l’opera alla fruizione pubblica entro l’estate. Si tratta di una vera operazione culturale: riportare visibile ciò che rischiava di scomparire, restituendo continuità a una storia interrotta. In questo senso, TEFAF New York ribadisce una vocazione che va oltre la dimensione commerciale. La fiera diventa piattaforma di riflessione sul destino delle opere, sul ruolo delle istituzioni e sulle nuove forme di mecenatismo, come dimostra anche la collaborazione con ICOM-CC per il talk dedicato al restauro dell’arazzo. Un momento di approfondimento che porta in primo piano il lavoro, spesso invisibile, di conservatori e studiosi.

Attraversando le sale dell’Armory, il visitatore si muove così su più livelli: da un lato la seduzione immediata delle opere, dall’altro la consapevolezza dei processi che ne garantiscono la sopravvivenza. Questa collaudata dinamica, tra presente e futuro, tra valore economico e responsabilità culturale, continua a definire l'identità della rassegna. 

Lavinia Trivulzio, 28 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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