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Una veduta del Museo Nazionale Archeologico di Durazzo

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Una veduta del Museo Nazionale Archeologico di Durazzo

Conto alla rovescia per la riapertura del Museo Archeologico di Durazzo, in Albania

L’edificio che ospita questo ente era stato uno dei più colpiti dal terremoto del 2019, ed era in fase di restauro dal 2022. Vi sono esposti oltre 2.400 oggetti

Gaspare Melchiorri

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A Durazzo (Durrës), città costiera albanese, stanno per essere conclusi gli interventi di restauro al Museo Nazionale Archeologico, grazie al programma finanziato dall’Unione Europea Eu4Culture. Lo ha annunciato il 30 dicembre il ministro del Turismo, della Cultura e dello Sport del Paese, Blendi Gonxhja. L’edificio che ospita questa istituzione era uno dei più danneggiati dal terremoto che aveva colpito la regione nel 2019, ed era in fase di recupero dal 2022.

A breve gli oltre 2.400 oggetti che vi sono conservati ed esposti saranno presentati in padiglioni completamente rinnovati. Nell’ambito di questa ristrutturazione è stato riprogettato anche il cortile del museo, trasformandolo in uno spazio attraente per i visitatori, per attività culturali ed educative. Grazie al ripensamento degli spazi, nelle intenzioni del governo il museo diventerà un punto di riferimento per i ricercatori e gli appassionati di storia, nonché una delle principali attrazioni culturali e turistiche di Durazzo.

Quello di Durazzo è il maggior museo archeologico dell’Albania, con una vasta collezione composta in totale da oltre 3mila reperti conservati, rinvenuti nell’antica area di Dyrrah, fatto che testimonia lo sviluppo della città durante la tarda antichità e il periodo medievale. Con le nuove implementazioni, i visitatori saranno in grado di «navigare» nella storia antica di Durrës esplorando percorsi ridisegnati e di scoprire i nuovi reperti riemersi durante le più recenti missioni archeologiche subacquee.

La città fu fondata con il nome greco di Epidamnos, ma in progresso di tempo venne chiamata anche con un secondo nome, Dyrrhachion, che indicava più specificamente il porto e che generò poi il nome latino di Dyrrachium, con cui venne conosciuta sotto la dominazione romana. Epidamnos fu fondata nel 626 a.C. da colonizzatori corinzi e corciresi in Illiria, nel territorio dei Partini. Fin dall'epoca della sua fondazione fu caratteristica della storia di Durazzo la fusione fra popolazioni diverse; gli stessi colonizzatori erano un gruppo misto di greci dorici e ionici. La colonia greca instaurò una pacifica convivenza con la popolazione indigena degli Illiri Taulanti.

Con le guerre illiriche e macedoniche anche Durazzo passò sotto il dominio romano. Nel corso della guerra civile romana del 49 a.C. Dyrrhachium fu teatro di uno scontro tra gli eserciti di Giulio Cesare e Gneo Pompeo. In quella circostanza la ripiegata dei cesariani portò, pochi mesi dopo, alla battaglia di Farsalo, che vide la rovinosa sconfitta di Pompeo. In seguito, sotto il regno di Augusto, Dyrrhachium divenne una colonia per l'insediamento dei veterani della battaglia di Azio e venne proclamata civitas libera.

Gaspare Melchiorri, 31 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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Conto alla rovescia per la riapertura del Museo Archeologico di Durazzo, in Albania | Gaspare Melchiorri

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