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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliA Roma, via delle Botteghe Oscure è destinata a diventare uno dei luoghi più frequentati dagli amanti dell’archeologia. E chi investe nel turismo già lo sa: proprio di fronte alla Crypta Balbi, il futuro centro d’interesse del turismo culturale, ha aperto un hotel come Radisson Collection Roma Antica, e tra qualche mese verrà inaugurato, dove c’era «il Bottegone», ovvero la sede storica del Pci, un altro albergo di lusso, Thompson by Hyatt. Intanto, il cantiere aperto, ideato e curato da Edith Gabrielli e Antonella Ferraro, proseguito con convinzione da Federica Rinaldi, ora direttrice del Museo Nazionale Romano, e destinato al coinvolgimento attivo del pubblico nell’ambito dei lavori in corso nella sede di Crypta Balbi del Museo Nazionale Romano, ha conseguito un interesse record, con 2.115 visitatori, illustrando alcuni reperti emersi dagli scavi, a cura dello Studio TassinariVetta, nel cosiddetto Dormitorio Barberiniano nel Complesso di Santa Caterina dei Funari. In questo spazio un video realizzato per il museo da Light History s.r.l. con la regia di Mary Mirka Milo ha illustrato la storia millenaria del sito attraverso il racconto di Daniele Manacorda e Federico Marazzi e del personale tecnico-scientifico del museo che sta seguendo il progetto: l’archeologa Antonella Ferraro, direttrice scientifica dello scavo, l’architetto Saveria Petillo, coordinatrice del progetto architettonico, le restauratrici Debora Papetti, Fabiana Cozzolino, cui in questi mesi si è aggiunta anche Simona Nobili.
Come è stato sottolineato nella conferenza di questa mattina, 15 gennaio, nei sei mesi da luglio a dicembre 2025 il pubblico è stato accompagnato con visite guidate a cura del personale del Museo Nazionale Romano, verificando la prosecuzione e andamento dei cinque interventi inseriti nel progetto Urbs. Dalla città alla campagna romana, scoprendo la storia e l’importanza del sito, vedendo in anteprima i risultati dello scavo archeologico e sperimentando la complessità del cantiere architettonico e di allestimento. E le ricerche archeologiche sono proseguite portando all’acquisizione di nuovi dati riguardanti il settore del recinto del tempio collegato al teatro, sia dal punto di vista architettonico, sia dal punto di vista della decorazione figurata; fondamentali sono stati anche i ritrovamenti di ambito funerario che documentano la frequentazione continua del quartiere anche dopo la dismissione dell’edificio da spettacolo e in un periodo a lungo considerato di abbandono per la città di Roma.
Quest’anno è in programma un ciclo di nove conferenze che si terranno sempre di mercoledì nelle quattro sedi del Museo Nazionale Romano (Crypta Balbi, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps). Le conferenze, dal titolo «Il Museo si trasforma», sono state programmate per condividere il delicato momento di passaggio e trasformazione che il museo sta attraversando, con cittadini e turisti, studiosi e appassionati, illustrando gli interventi in corso e gli stati di avanzamento. Si comincia proprio con la Crypta Balbi, in continuità con il cantiere aperto, affrontando da febbraio a giugno la presentazione dei cantieri che entro la fine del 2027 porteranno alla restituzione alla comunità di un pezzo di città, comprendendo, oltre al museo notevolmente ampliato, un centro di documentazione e un centro studi, un laboratorio urbano destinato alla creatività contemporanea e aree di ristoro, trasformando il quadrante di via Caetani, via delle Botteghe Oscure, via dei Polacchi e dei Delfini in un polo di rigenerazione urbana.
Antefissa architettonica rinvenuta nell'area del portico della Crypta Balbi-Museo Nazionale Romano. Photo: Emanuele Saletta (Lares)
Sepolture altomedievali connesse con la chiesa di S. Maria Dominae Rosae, Crypta Balbi-Museo Nazionale Romano. Photo: Emanuele Saletta (Lares)
Si proseguirà poi in autunno con le Terme di Diocleziano dove le trasformazioni riguarderanno i percorsi di visita, con il nuovo ingresso su Piazza della Repubblica, il restauro e allestimento delle aule I-VII, la nuova sezione museale Roma prima di Roma, dove si intrecceranno la storia delle Terme di Diocleziano, la loro trasformazione in Chiesa e Certosa con il Chiostro di Michelangelo fino alla destinazione a grande museo archeologico nazionale quale spazio di conservazione dei materiali e dei reperti affioranti dagli scavi funzionali alla modernizzazione e alla trasformazione urbana della nuova capitale del Regno d’Italia.
Il ciclo si concluderà a dicembre con Palazzo Altemps dove un importante cantiere di riqualificazione permetterà di ampliare gli spazi di fruizione e accoglienza del museo, anche con destinazioni polifunzionali.
Rinaldi evidenzia che «nel 2026 il Museo Nazionale Romano intende proseguire il percorso di rigenerazione avviato nel 2025, un percorso vincente che si è concluso nelle sedi aperte al pubblico con un aumento del 29.4% di visitatori e del 40% di introiti. Il museo, nella sua articolazione in 4 grandi poli museali, continuerà a condividere il suo percorso di riqualificazione, rafforzando la sua immagine unitaria di spazio di accoglienza e di conoscenza, in grado di raccontare Roma attraverso temi, materiali, scoperte archeologiche e modalità di fruizione differenti».
Fondazioni della struttura a nicchie rettangolari e semicircolari, Crypta Balbi-Museo Nazionale Romano. Photo: Emanuele Saletta (Lares)
Numerose le novità da segnalare: dopo l’inaugurazione dell’iniziativa «Crypta Balbi: cantiere aperto», il sito archeologico ha continuato a restituire nuove e significative scoperte. Nei mesi successivi all’apertura al pubblico, gli archeologi e i restauratori della ditta Lares Restauri srl, con la supervisione scientifica del personale del museo, sono intervenuti sul crollo della facciata del portico di età adrianea del teatro, emerso poco prima dell’avvio del progetto. L’intervento di rimozione e messa in sicurezza è stato completato e, a breve, prenderanno il via le delicate operazioni di microscavo e restauro delle decorazioni architettoniche, in vista del futuro allestimento museale. Tra le novità più rilevanti emerse dallo scavo figura il rinvenimento delle fondazioni di una struttura articolata in nicchie semicircolari e rettangolari. Si tratta di un elemento già parzialmente individuato in precedenti campagne, ma ora documentato in modo più esteso. I materiali associati permettono di collocare la struttura in una fase tardorepubblicana o augustea e rafforzano l’ipotesi interpretativa che la identifica come il temenos, il recinto sacro del tempio collegato al teatro di Balbo, probabilmente dedicato al culto di Vulcano, come proposto da Filippo Coarelli. Il recinto sarebbe stato smantellato in seguito all’incendio dell’80 d.C., durante la ricostruzione adrianea del complesso, quando la riorganizzazione del portico ne rese superflua la presenza. Nello scavo sono emerse anche numerosi elementi architettonici e scultorei dall’area porticata del monumento, tra i quali alcune antefisse e una testina maschile.
Le indagini sono proseguite anche nelle cantine del Conservatorio delle Vergini Miserande e Pericolanti, noto come Conservatorio delle Zitelle, istituzione assistenziale fondata nel Cinquecento per volontà di Sant’Ignazio di Loyola. Qui sono emerse sepolture databili al V secolo d.C., alcune in semplice fossa terragna, altre deposte all’interno di grandi anfore africane. Le tombe seguono un preciso allineamento che rispetta l’edificio templare centrale, ancora esistente in questa fase e probabilmente già trasformato in edificio di culto cristiano, destinato in seguito a diventare la chiesa di Santa Maria Dominae Rosae. Il ritrovamento contribuisce a ridefinire la storia dell’area, dimostrando una frequentazione continua in un periodo a lungo considerato di abbandono per la città di Roma.
A questa fase altomedievale è collegata anche la scoperta di due sepolture in un ambiente adiacente alle cantine del Conservatorio. Una di esse, una tomba a fossa di pianta ovale delimitata da un muro, si distingue per la sua particolarità e potrebbe appartenere a un personaggio maschile di rilievo all’interno della comunità. Su tutti i resti umani rinvenuti sono attualmente in corso analisi antropologiche, che permetteranno di approfondire ulteriormente il quadro storico e sociale dell’area.
L’isolato della Crypta Balbi-Museo Nazionale Romano dalle riprese di Light History, operatore drone Francesco Ferrara
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