Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Carl Goebel, «Le collezioni imperiali nella Sala degli Ori del Belvedere Inferiore a Vienna», 1876

Image

Carl Goebel, «Le collezioni imperiali nella Sala degli Ori del Belvedere Inferiore a Vienna», 1876

Da camera da letto di Eugenio di Savoia a Museo del Barocco

A Vienna ha riaperto la Sala degli Ori del Belvedere Inferiore, uno degli spazi più pregevoli dell’imponente complesso commissionato da Eugenio di Savoia all’architetto Johann Lucas von Hildebrandt

Flavia Foradini

Leggi i suoi articoli

Dopo un restauro durato un anno, la riapertura della Sala degli Ori del Belvedere Inferiore ha restituito al pubblico uno degli spazi più pregevoli dell’imponente complesso che nel primo scorcio del Settecento Eugenio di Savoia commissionò all’architetto Johann Lucas von Hildebrandt come signorile residenza estiva su una collina fuori le mura della capitale asburgica. Il Palazzo Inferiore, costruito tra il 1712 e il 1716 alla base dell’altura, venne creato per essere l’abitazione del condottiero, nonché per ospitare parte delle sue collezioni d’arte.

Il Palazzo Superiore, costruito tra il 1717 e il 1723, venne destinato invece a funzioni di rappresentanza. Dopo la morte di Eugenio, nel 1752 l’intero complesso venne acquisito da Maria Teresa assieme al Palazzo d’inverno del principe nella Himmelpfortgasse, dove i lavori di ammodernamento e ristrutturazione videro scartare una serie di rivestimenti dorati con decorazioni a grottesca di Jonas Drentwett (1656-1736), pittore tedesco attivo fra l’altro a Vienna e a Bratislava.

Quei pannelli vennero portati al Belvedere Inferiore e riutilizzati alle pareti della stanza originariamente concepita come camera da letto di Eugenio, ma che il principe già in vita aveva cominciato a usare come salotto. A completamento della ristrutturazione, conclusa presumibilmente nel 1765, nuovi pannelli a decorazione floreale vennero integrati alle pareti, dando alla piccola Sala l’aspetto e la denominazione di Sala degli Ori.

Già nel 1813 la stanza prese a essere utilizzata come museo per esporre una selezione dalle collezioni imperiali del Castello tirolese di Ambras, mentre poco più di un secolo dopo, nel 1923, sia nella Sala degli Ori, sia negli spazi contigui venne inaugurato il nuovo Museo del Barocco, incentrato fra l’altro su opere di Franz Xaver Messerschmidt, Johann Michael Rottmayr, Franz Anton Maulbertsch e Martin Johann Schmidt (detto Kremser Schmidt), come testimonia una foto d’epoca, che vede al centro della Sala il gruppo scultoreo in marmo «Apoteosi del Principe Eugenio di Savoia» (1718-21), di Balthasar Permoser.

Gli anni della Seconda guerra mondiale produssero ingenti danni al palazzo, e un incendio nel 1950 aggravò lo stato delle strutture e delle decorazioni, rendendo necessario un restauro nel 1957-58, durante il quale i rivestimenti dovettero essere in parte ricostruiti. Ora con 6mila ore di lavoro un team di 20 specialisti ha eseguito un nuovo restauro da 380mila euro finanziato dal Belvedere.

Basato su studi e ricerche nell’archivio dell’Istituto di Tutela delle Belle Arti e alla Biblioteca Nazionale, ha interessato sia i rivestimenti delle pareti sia il soffitto ornato dalla raffigurazione della dea Selene con Endimione addormentato, realizzata dallo stuccatore Santino Bussi (1663-1737), attivo a Vienna sia per la corte sia per la nobiltà locale, e che prima di lavorare al Belvedere collaborò alla costruzione del Palazzo viennese dei Liechtenstein e del Palazzo d’Inverno dello stesso Eugenio.

Anche in ottemperanza alle linee guida dell’Unesco, che nel 2001 ha iscritto il centro storico di Vienna nel Patrimonio dell’Umanità e con esso i palazzi del Belvedere e il loro vasto giardino creato da Dominique Girard, nel prossimo futuro nel Palazzo Inferiore sono previsti lavori nelle stanze attigue alla Sala degli Ori, in particolare nella Galleria dei Marmi e nella Sala delle Grottesche con dipinti delle stagioni di Jonas Drentwett sul soffitto.

Flavia Foradini, 23 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Nota per il suo approccio estremo, che porta in scena senza mezzi termini violenza e sesso esplicito, sangue e religione, l’artista viennese sta lavorando anche alla Performance di Pentecoste, che si svolgerà il 23 maggio a Prinzendorf

A 39 anni è la più giovane nella storia dei Musei Federali austriaci: «Un museo deve avere un’energia spirituale ed essere un fulcro di discussione, un luogo in cui si attui anche un dialogo tra arte dei nostri giorni e la storia dell’arte»

Il museo viennese focalizza l’attenzione sulle sinergie tra pop, commercio, pubblicità e arte pubblica, accostando a opere dell’artista americano lavori, tra gli altri, di Haring e Basquiat

Dal 25 marzo riprende la scommessa del Wam, che dopo i lavori durati sei mesi cerca una svolta. A dare il via al nuovo corso è una mostra dedicata ad Hermann Nitsch e a un periodo della sua attività, quello tra il 1960 e il 1965, caratterizzato da una decisa sperimentazione

Da camera da letto di Eugenio di Savoia a Museo del Barocco | Flavia Foradini

Da camera da letto di Eugenio di Savoia a Museo del Barocco | Flavia Foradini