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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIn Afghanistan, la moschea blu di Mazar-i Sharif, databile nelle sue forme attuali al XV secolo, nella provincia di Balkh, è stata danneggiata da un terremoto di magnitudo 6,3 che ha colpito nella notte tra il 2 e il 3 novembre, come ha constatato un giornalista dell’Afp (Agence France Press) in loco. Ne scrive Juliette Picard in un articolo pubblicato sul sito del quotidiano francese «Le Figaro».
Secondo un bilancio provvisorio, vi sono stati almeno venti morti e diverse centinaia di persone sono rimaste ferite. Il sisma si è verificato poco prima dell’una del mattino a Kholm, nella provincia di Samangan, vicino alla città di Mazar-e-Sharif, e aveva una profondità di 28 km, secondo l’Istituto di studi geologici americano Usgs.
Nelle immagini riprese nei pressi della moschea si vedono pietre che si sono staccate e si sono sparse sul pavimento dell’imponente edificio rivestito di ceramiche dai colori vivaci, in particolare all’altezza del minareto. Questa moschea è molto importante per i musulmani afghani ed è considerata un luogo di pellegrinaggio molto frequentato. Si ritiene che al suo interno si trovi la tomba del primo imam sciita, Ali ibn Abi Talib.
Il sisma segue quello di magnitudo 6, che alla fine di agosto aveva colpito le province orientali di Kounar, Laghman e Nangarhar. Secondo le autorità talebane, quel terremoto aveva causato la morte di oltre 2.200 persone, il ferimento di quasi 4mila e la distruzione di 7mila case.
Il Mausoleo di Alī, o Moschea Blu, è un complesso comprendente un mausoleo e una moschea. Il complesso ospita presumibilmente la tomba del califfo Alī, il primo imam dei musulmani sciiti (regnò dal 656 al 661 d.C.).
Molti pellegrini celebrano ogni anno in questo luogo il Nowruz (la festività islamica che celebra il nuovo anno, tradizionalmente fissata al nostro 21 marzo. Durante l’annuale cerimonia Jahenda Bala viene issata una bandiera in onore di Alī. La gente tocca la bandiera per avere fortuna nel nuovo anno.
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