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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA Bordighera (Im) è stata inaugurata il 21 dicembre, alla presenza del vescovo della diocesi Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, la parrocchia di Santa Maria Maddalena, dopo un restauro, durato oltre due anni, che l’ha riportata all’originario lustro.
Stucchi, decori e affreschi, offuscati da decenni, anche a causa di un incendio che li aveva devastati, ora riportano fedelmente i colori originali grazie al restauro eseguito da Raffaella Devalle (specializzata in conservazione e restauro di opere d’arte), e al lavoro della restauratrice Paola Rivella, nata e cresciuta a Bordighera Alta, insieme alla collega Alessia Pianavia Vivaldi e allo stagista Edoardo Pallanca. Direttore dei lavori, voluti dal parroco don Luca Salomone, è stato l’architetto sanremese Piero Gonella.
«Questa chiesa è stata sottoposta a un ottimo lavoro di restauro che l’ha restituita al suo originario splendore, ha dichiarato il vescovo Suetta. Entrando in chiesa tutti possiamo vederla più luminosa, sembra anche più grande. È un bel traguardo e, oggi, un bellissimo dono di Natale per la comunità, per la città di Bordighera e anche per la diocesi. Questa è una chiesa di pregio, meritava davvero tutto questo impegno e la competenza di coloro che hanno voluto, preparato, sostenuto ed eseguito questo restauro». A finanziare l’opera, per il 70% dei costi, è stato il contributo ricevuto con l’8×1000 dalla Chiesa Cattolica.
Al di sopra del portale è presente un affresco raffigurante la Maria Maddalena, opera del 1742 di Giacomo Raimondo e in seguito rifatto nel 1922 da Luigi Morgari. Gli stucchi, datati al 1670, sono opera di Francesco Marvaldi, della famiglia dei Marvaldi di Candeasco presso Oneglia, architetti di grande fama all'epoca. Il lampadario posto al centro della volta è dono della regina Margherita di Savoia. Sull'altar maggiore è presente una statua in marmo del XVIII secolo, la Maddalena in Gloria, disegnata da Filippo Parodi e forse scolpita dal figlio Domenico Parodi tra il 1714 e il 1717.
Eretta nel XVII secolo, fu consacrata nel 1617 e in seguito ristrutturata nel 1866, abbellendola con nuove decorazioni in stucco e oro zecchino. Secondo i racconti locali i lavori di ristrutturazione furono pagati dagli stessi abitanti, grazie alla donazione spontanea di vari monili consegnati al parroco e successivamente fusi.
Tra il 1881 e il 1883 vi fu un secondo restauro e sembra che il parroco, padre Giacomo Viale, a causa delle ridottissime disponibilità economiche, sollecitò impresari, artisti e uomini di cultura a partecipare, in vario modo, ai lavori di restauro dell'edificio religioso.
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