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Bianca Celeste
Leggi i suoi articoliIn Egitto, nel sito di Ossirinco oggi el-Bahnasa (governatorato di Minya) a 250 km a sud del Cairo, il ritrovamento di una tomba romana con svariati oggetti in oro, alcune mummie e un papiro frammentario che riporta parti del II Libro dell’Iliade di Omero, ha destato l’attenzione degli archeologi della missione archeologica congiunta dell’Università di Barcellona e dell’Istituto del Vicino Oriente Antico, guidata da Maite Mascort ed Esther Pons Mellado.
Amuleti d’oro a forma di lingua e tracce di uso di foglia d’oro su alcune mummie sono per il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano il segno inequivocabile dell’importanza della scoperta che va ad aggiungersi ai precedenti rinvenimenti nella zona. I reperti sono venuti alla luce a est di un sito funerario di epoca tolemaica precedentemente identificato, noto come Tomba 67.
All’interno di tre camere sepolcrali in pietra calcarea, già oggetto di saccheggi in passato, sono stati rinvenuti resti di riti funerari differenti, incinerazione e inumazione, a riprova del periodo di transizione delle pratiche funerarie tra il periodo tolemaico e quello romano: in particolare in una camera sono emersi un grande vaso con i resti di una cremazione, lo scheletro di un neonato e il cranio di un gatto, tutti avvolti in tessuti. La seconda camera invece, conteneva un recipiente simile con le ceneri di due individui, oltre ad altre ossa di felini. Il reperto che però ha incuriosito più di tutti è stato trovato all’interno di una delle mummie: un raro frammento di papiro che reca un passo del Libro II dell’Iliade di Omero, che corrisponde al celebre «Catalogo delle navi», le forze greche che salparono per Troia. Il ritrovamento di un testo letterario greco classico all’interno di una mummia egizia è un evento eccezionalmente raro. «La scoperta suggerisce che l’élite di Ossirinco non solo fosse influenzata dalla cultura greca, ma partecipasse attivamente alle sue tradizioni letterarie», ha affermato Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane.
La notorietà di Ossirinco è legata al folto gruppo di frammenti manoscritti, molti dei quali su papiro, rinvenuti tra il 1897 e il 1906 dagli studiosi Bernard Grenfell e Arthur Hunt, in un’antica discarica nei pressi del sito, frammenti che si sono conservati grazie alle particolari condizioni del clima secco. Si tratta per lo più di papiri romani e bizantini e di una piccola percentuale di esemplari tolemaici, in greco ma anche in latino, demotico, copto e arabo databili dal II secolo a.C. al VII secolo d.C.
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