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Filippo Tommaso Marinetti con alcune pubblicazioni futuriste

Foto tratta da Wikipedia

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Filippo Tommaso Marinetti con alcune pubblicazioni futuriste

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Filippo Tommaso Marinetti, l’uomo e l’artista visto da Settimelli

Historica Edizioni ripubblica un testo uscito nel 1921 «vitale e dinamico anche nel ritmo della narrazione, per ritrarre il padre del Futurismo “in diretta” ed azione, come in un film elettrizzante», spiega Gabriele Simongini

Gianfranco Ferroni

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Marinetti. L’uomo e l’artista di Emilio Settimelli è un testo straordinario per conoscere «il geniale poeta, il suscitatore meraviglioso, l’uomo nuovo pronto a tutte le audacie, che tanto ci ha aiutati nell’incanalare le nostre cospicue energie disordinate». Nell’edizione di Historica che verrà presentata a Roma, al MaXXI, la cura di Gabriele Simongini pone in evidenza un autore, Settimelli, «già famoso per il suo irruento ribellismo polemico», che in poco tempo aveva stretto con Marinetti un sodalizio fecondo che, solo per fare un esempio, si era concretizzato l’anno prima, nel 1915, con il Manifesto del «Teatro futurista sintetico», da lui firmato insieme a Ftm e Corra. 

Quelli fino al 1921 furono anni intensissimi, brucianti, fiammanti, forse irripetibili. Tuttavia, in seguito al fallimento dell’impresa di Fiume e perse le speranze di attuare una vera e propria rivoluzione, nell’inquieto Settimelli si innescò un processo di riflessione e revisione che nel 1921 lo portò a uscire dalla direzione del movimento futurista, spinto dalla necessità di confrontarsi con i mutamenti del nuovo quadro politico e dall’esigenza di farsi portavoce bellicoso della cultura fascista. Se ne ebbe massima prova quando Settimelli diede vita, nel marzo del 1923, insieme a Mario Carli, al quotidiano «L’Impero», che chiuse le pubblicazioni nel settembre 1933. La nascita del quotidiano romano si inseriva in un vasto piano di sviluppo e potenziamento della stampa fascista e «fascistizzata», iniziato proprio all’indomani della marcia su Roma. Nel corso della complessa vicenda dell’«Impero», il rapporto di Settimelli con Marinetti e il Futurismo si polarizzò su posizioni sempre più distanti che portarono nel 1933 alla scomunica dello stesso Settimelli posta in votazione dallo stesso Marinetti da parte degli scrittori riuniti in congresso a Bologna, con il pretesto di avere favorito i «critici esterofili». 

Pubblicato nel 1921 per le Edizioni Futuriste di «Poesia», Marinetti. L’uomo e l’artista di Settimelli, sottolinea Simongini, «si colloca proprio sulla soglia delicata che separa la sodale vicinanza al vulcanico poeta dall’inizio di un progressivo e quasi doloroso allontanamento. È quindi un testo di confine, una sorta di appassionato bilancio ancora in divenire dedicato ad un rapporto di amicizia e collaborazione reciproca quanto mai prolifico ed entusiasmante. È un testo vitale e dinamico anche nel ritmo della narrazione, per ritrarre il padre del Futurismo “in diretta” ed azione, come in un film elettrizzante. È un libro necessario tanto più oggi per capire e sentire meglio non solo Marinetti, a cui senza dubbio spetta tuttora la palma di grande incompreso della cultura italiana». Simongini evidenzia che questo vale anche per il Futurismo, «vera e propria rivoluzione antropologica talmente attuale, non digerita e scottante da suscitare rantoli di presunta indignazione nell’intellighenzia nostrana destandola a sprazzi dal suo costante torpore, come ha ribadito la recentissima, grande mostra “Il Tempo del Futurismo”, presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma». 

Una vena polemica autocitazionista in perfetta linea con Settimelli che vedeva Marinetti «fecondo nella sua elasticità», capace di «vivere appassionatamente e intensamente, senza limiti», «al di là del bene e del male» le proprie idee, anche «in rissa». Perché Settimelli «è uno dei primissimi ad aver compreso che la poesia di Marinetti era una scossa elettrica a tutta la società del tempo, al di là di qualsiasi solipsismo lirico». L’infinito era l’obiettivo di Marinetti: «La luce trionferà. Con velocità, nella velocità, dalla velocità sprizzerà la luce. Veloluce! Veloluce! La Terra è una speranza di luce». Per questo Simongini afferma che «in pratica, noi viviamo nel futuro intuito e avviato da Marinetti, Balla, Boccioni & co., un mondo nuovo fondato fra l’altro sulla centralità della comunicazione, sulla trasversalità dei linguaggi, sull’immaterialità, sull’effimero e sull’idea che la tecnologia muti la costituzione stessa dell’umano: la creatura che cambia il suo creatore». Perché Marinetti, ricordava Settimelli, «detta le prime volontà». Non le ultime.

Marinetti. L’uomo e l’artista
di Emilio Settimelli, 112 pp., Historica Edizioni, Forlì-Cesena 2025, € 15

La copertina del volume

Gianfranco Ferroni, 25 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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