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Florence Ostende

Foto Erika Ede. © Guggenheim Bilbao Museoa, 2026

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Florence Ostende

Foto Erika Ede. © Guggenheim Bilbao Museoa, 2026

Florence Ostende nominata direttrice dei programmi artistici del Guggenheim Bilbao

La curatrice francese lascia il Mudam in Lussemburgo, dov'era arrivata dopo una lunga esperienza al Barbican di Londra

Daria Berro

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La storica dell’arte e curatrice francese Florence Ostende è da oggi la direttrice dei programmi artistici e dei contenuti del Museo Guggenheim Bilbao. Quarantatré anni, una formazione artistico-letteraria (master in Curatela dell’arte contemporanea al Royal College of Art di Londra, in Storia dell’arte alla Sorbona e in Letteratura inglese all’Université de Provence-Aix-Marseille) e un’esperienza internazionale, sarà responsabile dei dipartimenti del Museo basco dedicati alle Mostre e alla Conservazione, alla Curatela, all’Educazione e all’Interpretazione, nonché allo sviluppo della Collezione. Farà inoltre parte del Comitato dei Direttori. All’annuncio della sua nomina ha dichiarato di Ostende ha dichiarato di voler lavorare a stretto contatto con «l’eccezionale squadra» del Guggenheim «per dar forma a un programma artistico audace che ne onori la straordinaria eredità e abbracci le possibilità e le incertezze del nostro futuro comune. Insieme, coltiveremo una visione in cui gli artisti e le loro idee plasmano il nostro approccio all’educazione, alla ricerca e all’impegno civico, portando prospettive globali in un dialogo significativo con la ricchezza culturale unica della comunità basca».

Ostende, membro del Cimam-Comitato Internazionale dei Musei e delle Collezioni d’Arte Moderna, ha fatto parte della commissione di selezione per il Padiglione francese di Yto Barrada alla Biennale di Venezia del 2026. In precedenza ha ricoperto anche il ruolo di curatrice associata al Dallas Contemporary e di docente di Teoria dell’arte all’Università di Arte e Design-Head di Ginevra. Negli ultimi due anni, a partire dal 2024 e fino a pochi giorni fa, è stata responsabile dei programmi artistici del Mudam-Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean in Lussemburgo, dove ha anche curato le mostre «Igshaan Adams: Between Then and Now» e la collettiva, in programma dal prossimo 25 settembre,  «Kaihō解放: Artiste giapponesi dopo il 1945». Prima ancora, dal 2016 al 2024, era stata curatrice alla Barbican Art Gallery di Londra, allestendo importanti monografie su Francis Alÿs, Carrie Mae Weems, Isamu Noguchi e Michael Clark, e le mostre a tema «Into the Night: Cabarets and Clubs in Modern Art» e «The Japanese House: Architecture and Life after 1945». Al Barbican era arrivata dal Palais de Tokyo di Parigi, dove portano la sua firma, tra le altre, le esposizioni «Ugo Rondinone: I Love John Giorno» e «Dioramas».

 

 

Daria Berro, 15 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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