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Daria Berro
Leggi i suoi articoliÈ la più vasta risorsa digitale al mondo dedicata ai manoscritti vinciani: Leonardo//thek@, la nuova piattaforma online presentata all’Ambasciata d’Italia a Londra in collaborazione con il Museo Galileo di Firenze e il Ministero della Cultura, riunisce per la prima volta dopo oltre quattro secoli le due principali raccolte di scritti e disegni di Leonardo da Vinci. Consultabile da ieri, 8 giugno, all'indirizzo teche.museogalileo.it/leonardo, è l’esito di un progetto decennale ideato dallo stesso Museo Galileo e realizzato in collaborazione con il Royal Collection Trust britannico, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e la Biblioteca Leonardiana di Vinci (Fi), grazie al decennale impegno di numerosi studiosi, documentalisti e informatici e al sostegno Ministeri della Cultura e dell’Università e della Ricerca del Governo italiano, del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo e della Commissione per l’Edizione Nazionale dei manoscritti e dei disegni di Leonardo da Vinci.
«Leonardo//thek@, spiega il professor Paolo Galluzzi, presidente emerito ed ex direttore del Museo Galileo, ideatore e responsabile scientifico del progetto,è uno strumento che mette a disposizione degli studiosi del mondo intero inaudite possibilità di esplorazione dell’enorme e prezioso tesoro di informazioni contenuto nei manoscritti di Leonardo da Vinci. Grazie all’accordo di collaborazione scientifica del Museo Galileo con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e il Royal Collection Trust, Leonardo//thek@ 2.0 consente l’esplorazione integrata del Codice Atlantico e del prezioso complesso dei fogli vinciani conservati presso la Royal Library a Windsor. Questo strumento innovativo segna l’avvio di una nuova ed estremamente promettente stagione di studi sull’eredità artistica, scientifica e letteraria del Genio di Vinci».
Circa 3.500 pagine di manoscritti di Leonardo, separate alla fine del XVI secolo, sono così state finalmente riunite. Leonardo//thek@ ricongiunge infatti digitalmente in una piattaforma di facile accesso i 1.119 fogli del Codice Atlantico, la più vasta raccolta di scritti di Leonardo facente capo a un unico corpus, custodita presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, con il più importante nucleo di disegni figurativi, anatomici, paesaggistici e naturalistici leonardeschi, ovvero i circa 550 fogli della Royal Collection di Windsor, che nel loro complesso rappresentano un terzo dell’intero patrimonio di note e disegni di Leonardo che ci sono pervenuti. Le due collezioni provenivano dal medesimo insieme di manoscritti vergati da Leonardo dalla metà degli anni Settanta del Quattrocento fino alla sua morte nel 1519. Scomparso il maestro, tutti i suoi manoscritti furono ereditati dal suo ultimo allievo, Francesco Melzi, per poi finire nelle mani dello scultore aretino Pompeo Leoni il quale smembrò taccuini e fogli sciolti, distribuendo il materiale così ottenuto in due album: il primo, il più consistente, riservato a illustrazioni e scritti relativi ad argomenti tecnici e scientifici, il secondo agli studi artistici e figurativi. «Grazie al restauro digitale di una parte dei fogli, sottolinea in una nota il Museo Galileo, la piattaforma evidenzia la connessione esistente tra gli studi scientifici e i disegni figurativi del Genio toscano, arbitrariamente separati da Pompeo Leoni alla fine del Cinquecento, offrendo così una nuova prospettiva sul pensiero, la visione e il metodo di lavoro di Leonardo».
A inizio Seicento Polidoro Calchi, genero di Leoni, ereditò a sua volta i manoscritti e vendette l’album più corposo, quello che in futuro sarebbe stato denominato Codice Atlantico (così detto perché le carte originali sono incollate su fogli di grande formato, abitualmente usati per gli atlanti), al conte Galeazzo Arconati, che nel 1637 lo donò alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana. L’altro album, contenente i lavori figurativi, fu portato in Inghilterra negli Anni Venti del Seicento ed entrò a far parte della Royal Collection, probabilmente come dono destinato a re Carlo II, intorno al 1670.
La nuova versione di Leonardo//thek@ (la 2.0: la prima, avviata nel 2017, è stata lanciata nel 2023), ha consentito la ricomposizione di cinquanta manoscritti, il cui contesto originale è stato ripristinato grazie all’inserimento all’interno delle pagine del Codice Atlantico di piccoli frammenti conservati a Windsor. Un lavoro complesso, che ha richiesto l’analisi delle dimensioni e della preparazione della carta, dei mezzi di scrittura e delle filigrane, elementi questi ora disponibili come filtri all’interno di Leonardo//thek@. Particolarmente significativa la ricostruzione che ha permesso di riaccostare il disegno di un cavallo (foglio 912345r della Royal Collection) a un appunto sul monumento equestre tardoantico del Regisole a Pavia (foglio 399r del Codice Atlantico). Così ripristinato, il foglio «fotografa», con ogni probabilità, il momento in cui Leonardo concepì il bozzetto per il cavallo destinato al monumento equestre, mai completato, dedicato a Francesco Sforza.
Gli strumenti della piattaforma consentono agli utenti di navigare nel labirinto delle carte di Leonardo grazie a dati minuziosi sulle proprietà fisiche e materiali (le filigrane sono state acquisite e digitalizzate da Haltadefinizione, del Gruppo Panini Cultura) e sulle tecniche di scrittura (leggibili anche specularmente, grazie allo strumento «specchio») e disegno. La piattaforma contiene inoltre link a fogli correlati, trascrizioni, note critiche, indici tematici e bibliografie, inclusi quelli ai materiali della biblioteca digitale del Museo Galileo.
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