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A sinistra, la «Madonna con il Bambino», 1350-1400 ca, anonimo scultore abruzzese; a destra, il cassone nuziale della seconda metà del XIV secolo di un anonimo artista fiorentino

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A sinistra, la «Madonna con il Bambino», 1350-1400 ca, anonimo scultore abruzzese; a destra, il cassone nuziale della seconda metà del XIV secolo di un anonimo artista fiorentino

Fondazione Giorgio Cini, tre nuovi restauri con Save Venice

Un cassone nuziale toscano, una scultura di Madonna con il Bambino e un virginale di fine Cinquecento, che «rappresentano l’insaziabile curiosità di Vittorio Cini verso la cultura materiale», sono stati oggetto dell’ultima operazione frutto della collaborazione tra i due enti

Gianfranco Ferroni

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A Venezia tre manufatti antichi tornano alle Collezioni Cini, restaurati con il sostegno di Save Venice: un cassone nuziale toscano, una scultura di Madonna con il Bambino, del XIV secolo, e un virginale (clavicembalo) di fine Cinquecento. Gli interventi sono parte di un’ampia e permanente campagna di restauri.

Tutto è stato realizzato grazie al supporto di Save Venice, con il contributo di The Boston Chapter of Save Venice, per il virginale, e di Christopher Todd Page per il cassone nuziale e la scultura, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Venezia. L’operazione rientra nell’ampia campagna di restauro che la Fondazione Giorgio Cini porta avanti sia sulle parti monumentali sia sulle collezioni.

Per Renata Codello, segretario generale della Fondazione Giorgio Cini, «il restauro di questi tre preziosi manufatti della Collezione Cini è un’operazione importante, sia perché conferma la partnership prestigiosa con Save Venice, sia perché è un altro tassello di una costante cura dei luoghi, della storia e del patrimonio della Fondazione che ci impegna da sempre. I tre oggetti rappresentano l’insaziabile curiosità di Vittorio Cini verso la cultura materiale, la manifattura che si fa arte e documento storico. Metterli in sicurezza e riportarne a galla cromie, dettagli, finiture è un lavoro in cui il restauro si unisce allo studio, riapre piste di ricerca e rinnova la riflessione sulla nostra stessa storia».

La Fondazione Giorgio Cini e Save Venice vantano una collaborazione di lunga durata, avviata nel 1990 con il restauro di importanti opere d’arte, tra cui quattro arazzi cinquecenteschi di manifattura brussellese (Maerten II Reymbouts) raffiguranti le «Storie di Scipione» (1580 ca) e la pala d’altare di Carletto Caliari (1590 ca). La partnership si estende anche alle opere conservate presso la Galleria di Palazzo Cini, dove, dal 2004 ad oggi, Save Venice ha sostenuto il restauro di ben otto dipinti, tra cui la «Madonna col Bambino» di Lorenzo Costa (1501-3 ca), la «Sacra Famiglia con San Giovannino» di Pietro di Cosimo (1520 ca) e il «San Pietro Martire» del Vecchietta (1460-75 ca).

Frederick Ilchman, chairman di Save Venice, si è detto «particolarmente lieto che Save Venice e la Fondazione Giorgio Cini non siano soltanto “vicine di casa”, con Palazzo Cini e la sua prestigiosa Galleria a pochi passi dalla sede del nostro ufficio veneziano a Palazzo Contarini Polignac, ma siano anche unite da una visione condivisa: preservare e valorizzare la cultura e l’arte del passato con l’obiettivo di offrire un beneficio duraturo alla città di Venezia e alla sua comunità. Desidero ringraziare, a nome della nostra organizzazione, sia il Boston Chapter di Save Venice sia Christopher Todd Page per il generoso sostegno a questi importanti interventi di restauro».

La Fondazione Giorgio Cini ha come sostenitori istituzionali Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali, Eni, Fondazione Cariplo, Fondazione Fratelli Agostino Enrico Rocca, Giovanni Alliata di Montereale anche in nome e in memoria dei famigliari del Fondatore Vittorio Cini. Partner istituzionali il Ministero della Cultura e la Regione Veneto.

Il virginale veneziano (clavicembalo) di autore anonimo risalente alla fine del XVI secolo

Gianfranco Ferroni, 12 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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