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Una veduta del Museo civico archeologico di Fondi (Lt) al piano terra del Castello Caetani

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, trolvag

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Una veduta del Museo civico archeologico di Fondi (Lt) al piano terra del Castello Caetani

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, trolvag

Il Museo civico archeologico di Fondi si rinnova

Grazie a un finanziamento della Regione Lazio pari a 160mila euro e a una compartecipazione comunale di 40mila euro, è stato possibile ripensare completamente la musealizzazione al piano terra del Castello Caetani 

Gianfranco Ferroni

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Sabato 21 marzo riapre il Museo civico archeologico di Fondi, nel Castello Caetani: nuovi reperti, una diversa e più ottimale organizzazione degli spazi, un radicale rinnovamento concettuale e una fruibilità inclusiva, didattica e al passo con i tempi per la struttura situata nella Provincia di Latina. Grazie a un finanziamento della Regione Lazio pari a 160mila euro e a una compartecipazione comunale di 40mila euro, è stato possibile ripensare completamente la musealizzazione: dal design agli spazi espositivi, dall’utilizzo delle stanze alle attrezzature tecnologiche, dalla fruibilità delle opere ad un attento lavoro di approfondimento storico archeologico.

Un autentico rinnovamento concettuale che, aspetto tra i più importanti, ha consentito di riunire in un unico luogo opere, statue, teste, iscrizioni ed elementi architettonici precedentemente sparsi in contesti non adeguati. Per il sindaco di Fondi, Beniamino Maschetto, «la riapertura del museo è un sogno che si realizza. In questi sei anni alla guida della città ho avuto modo di celebrare il ritorno a casa di opere di inestimabile valore, sapere che saranno esposte, spiegate, contestualizzate, tutte insieme, in unico museo, è straordinario», e «questo è solo un capitolo dell’enorme lavoro di recupero e trasferimento di frammenti di arte e storia che si trovavano sparsi per la città e che tra pochi giorni potranno essere ammirati, studiati e apprezzati dai cittadini e dai turisti».

Il museo è noto per le epigrafi, le colonne miliari, le urnette funebri, i rilievi appartenenti a sepolcri monumentali, gli stemmi delle casate dell’Aquila, Caetani e Colonna, che hanno caratterizzato per secoli la storia della città, il rilievo in alabastro di Domenico Gagini, padre dei celebri Giovanni e Antonello, raffigurante la «Madonna col bambino» (1458). Numerosi i reperti di interesse storico e artistico rinvenuti nel territorio di Fondi: un busto colossale di Augusto, uno giovanile di Cesare Augusto, un ritratto virile, una statuetta di fanciulla romana in veste di Diana.

Alla guida del team, la direttrice Maria Cristina Recco ha ideato una nuova musealizzazione capace di offrire una visione più ampia e aggiornata della storia di Fondi e del suo territorio: «La recente iscrizione della Via Appia. Regina Viarum nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, avvenuta nel 2024, ha reso improcrastinabile il rinnovamento del museo al fine di raccontare il valore di questa grande arteria storica e, insieme, la ricchezza di tutti i contesti archeologici fondani. Ad ispirare il nuovo percorso, la rinnovata esposizione del busto di Augusto, divenuto il punto di partenza dell’intero allestimento. Il risultato è un museo più chiaro, accessibile e vicino al pubblico». All’evento di presentazione interverrà il Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina, Alessandro Betori.

Gianfranco Ferroni, 13 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Il Museo civico archeologico di Fondi si rinnova | Gianfranco Ferroni

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