Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliIl volto emerge dal nero compatto, scavato da orbite profonde e attraversato da vibrazioni di malva e azzurro, sospeso tra dissoluzione e presenza, trattenuto solo dall’energia concentrata della pittura. È così che Francis Bacon torna sulla scena internazionale con Autoritratto (1972), piccola tela di 36 x 30,5 centimetri, firmata, intitolata e datata sul retro. L’opera sarà tra i protagonisti della Evening Sale di Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby’s del 4 marzo a Londra, con una stima compresa tra 8 e 12 milioni di sterline, confermando Bacon tra i massimi innovatori dell’autoritratto moderno, capace di trasformare il volto in un campo di tensione psicologica ed espressiva senza pari.
L’opera appartiene a un anno cruciale della vita di Bacon, il 1972, segnato dalla tragica morte del suo compagno George Dyer. Nonostante questo, fu un anno particolarmente prolifico per l’artista, in particolare per quanto riguarda la serie di dodici piccoli autoritratti, tra cui quello che si appresta ad essere battuto. In questi lavori, Bacon trasforma il volto in un campo di tensione emotiva e psichica, dove ogni gesto pittorico è un interrogativo sul sé, sull’assenza e sulla mortalità. La tavolozza, vicina ai pastelli di Degas, è modulata con una delicatezza cromatica, continuamente minacciata dall’impatto dei gesti neri e dalle sbavature. La figura pulsa tra vulnerabilità e forza, tra dissoluzione e resistenza. La tecnica è quella di un pittore che non cerca la somiglianza ma l’anima, la qualità viva della persona tradotta in pennellate e sfumature instabili.
Ciò che distingue Autoritratto è la sua ferocia introspettiva. Non consolatorio, non eroico, ma radicalmente reale. La piccola dimensione ne amplifica l’intensità. Il dipinto non spiega il dolore, piuttosto ne incarna le distorsioni, ne commemora simbolicamente la morte. In questo contesto estetico e contenutistico, Bacon rinnova la tradizione dell’autoritratto, segnando in modo decisivo il XX secolo.
Francis Bacon, Self-Portrait (est. £8-12m)
La provenienza testimonia il legame personale e storico dell’opera. Donata nei primi anni Ottanta al Dr. Paul Brass, medico di fiducia di Bacon, e successivamente venduta da Sotheby’s Londra nel 1994, l’opera appartiene all’attuale proprietario da allora. Brass era stato testimone del dolore fisico e psicologico dell’artista, e la tela porta con sé questa memoria corporea. Lesioni all’occhio, gonfiori, cicatrici si riflettono nell’uso intenso del nero e nelle deformazioni del volto, trasformando la pittura in testimonianza e introspezione.
La sua storia espositiva testimonia una recezione di rilievo internazionale. Dal Metropolitan Museum of Artdi New York (1975) ai Musei Nazionali d’Arte Moderna di Tokyo e Kyoto e alla Galleria d’Arte della Prefettura di Aichi (1983); dalla Marlborough Fine Art di Londra (1985 e 1993) alla Eykyn Maclean (2012); fino alla recente rassegna “Francis Bacon: Human Presence” alla National Portrait Gallery di Londra e alla Fondation Pierre Gianadda di Martigny (2024–2025).
Il mercato degli autoritratti di Francis Bacon, dando un’occhiata allo storico delle aggiudicazioni, alimenta le aspettative sulla vendita di marzo. Già vent’anni fa, nel 2007, un’opera come Self-Portrait del 1978, fu venduta da Sotheby’s Londra per circa 21,6 milioni di sterline. Anche negli anni successivi, autoritratti e studi analoghi hanno continuato a realizzare cifre di rilievo, molto spesso tra i 13 e 16 milioni di sterline, confermando una domanda internazionale selettiva e costante. Nel 2025, il mercato complessivo di Bacon si è confermato maturo e strutturato: 33 milioni di sterline di fatturato complessivo, con Regno Unito come centro nevralgico (64% delle vendite). Per uno dei suoi artisti più rappresentativi, Londra ha sempre spazio.
Altri articoli dell'autore
I risultati recenti indicano una trasformazione profonda, con la quota delle artiste donne in asta che è quadruplicata in dieci anni: una crescita sostenuta da una più ampia riconfigurazione del sistema
«Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria» è tra i protagonisti dell’asta Old Masters di Christie’s in programma New York il prossimo 4 febbraio
La Vergine in abito rosso e mantello blu: un’icona di bellezza rinascimentale ritratta da Botticelli
La rappresentazione della Madonna, con il Bambino e Giovanni Battista, sarà tra i protagonisti della vendita Old Masters di Christie's, in programma il 4 febbraio, con una stima di 4-6 milioni di dollari
Il primo grande appuntamento del 2026 per la maison arriva il 4 febbraio e promette di misurare il grado di fiducia che il mercato ripone nelle opere antiche



