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Georges Mathieu

© Daniel Frasnay akg-images © Adagp, Paris, 2025

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Georges Mathieu

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Georges Mathieu, il pittore più rapido del mondo

In collaborazione con il Centre Pompidou, La Monnaie de Paris presenta un’ampia retrospettiva del padre dell’Astrattismo lirico e dell’Informale, oltre che precursore dell’Espressionismo astratto americano

Una delle prime mostre del programma «Constellation» del Centre Pompidou, una serie di partenariati con diverse istituzioni francesi per esporre la collezione del Musée national d’art moderne, che ha chiuso lo scorso 10 marzo per cinque anni, è la monografica che La Monnaie de Paris dedica, dall’11 aprile al 7 settembre, al pittore Georges Mathieu, padre dell’Astrattismo lirico e dell’Informale, oltre che precursore dell’Espressionismo astratto americano: «Georges Mathieu. Gesto, velocità, movimento»

L’opera di Georges Mathieu (1921-2012) mancava da tempo nei musei francesi (l’ultima mostra, al Jeu de Paume, risale al 2002). La stessa Monnaie de Paris, antica istituzione parigina del quai Conti, dove si batte moneta dal 1775, con cui Mathieu ha collaborato nel 1967 per la realizzazione di medaglie commemorative, gli aveva dedicato già una prima mostra poco più di cinquant’anni fa, nel 1971. Questa nuova personale è una grande retrospettiva che ripercorre tutta la carriera dell’artista, dagli anni Quaranta agli anni Novanta, organizzata grazie al supporto e ai prestiti del Centre Pompidou. Per la prima volta è esposta «La Victoire de Denain» (1963), entrata di recente nelle collezioni nazionali, «esempio magistrale di un linguaggio plastico, scrive l’istituzione in una nota, che ricorre a grandi calligrafie astratte, animato da una visione esaltata della storia». 

Pittore autodidatta, Georges Mathieu cominciò a dipingere negli anni Quaranta, soprattutto paesaggi e ritratti. Nel 1947 si trasferì a Parigi, dove si avvicinò ad artisti come Camille Bryen e Wols, e dove, nel 1950, tenne la sua prima personale alla galleria René Drouin. È qui che si fece promotore dell’Astrazione lirica, di cui fu il principale teorico, un linguaggio pittorico fondato sulla spontaneità e sull’emozione, su pennellate decise, rapide e libere e l’uso audace dei colori, per cogliere, come diceva lui, «l’istante creativo puro», in contrapposizione all’astrazione geometrica. Nei primi anni Cinquanta, dipinse le sue prime opere dette «tachiste» (da «tache», che in francese significa «macchia»): l’artista spesso spremeva i colori sulla tela direttamente dai tubi, o usava grandi pennelli da imbianchino, senza realizzare in precedenza nessun disegno o schizzo. Eseguiva il dipinto molto rapidamente con gesti svelti e istintivi, lasciando andare liberamente la sua creatività. Lui stesso si definì «il pittore più rapido del mondo», paragonandosi a un musicista che improvvisa sul palcoscenico. 

Il percorso, cronologico, si sofferma dunque su questi monumentali formati astratti, legati, almeno per il titolo, a grandi eventi, più o meno noti, della storia della Francia, come «Les Capétiens partout!» e «La Bataille de Bouvines» (1954), in cui si mescola lirismo e memoria collettiva, «come se fosse possibile rigiocare artisticamente questi momenti parossistici dell’attività militare». Negli anni Sessanta, in linea con le sue convinzioni monarchiche, si interessò anche a grandi figure storiche dell’Ancien Régime francese, come Luigi XIV, e realizzò delle tele in omaggio a musicisti del Seicento e del Settecento francese, come Jean-Baptiste Lully e Jean-Philippe Rameau. Dal viaggio in Giappone nel 1957 nacquero tele più sobrie, a sfondo bianco e con appena alcune macchie di colore, come «Hommage à Louis IX» (1957). Georges Mathieu non fu sempre amato dai musei, criticato spesso per le sue performance nei teatri o all’aperto, davanti a un pubblico di centinaia di spettatori, dei veri e propri show accompagnati da musica acustica, e a cui spesso si presentava mascherato. Una delle più emblematiche e controverse fu nel 1957 a Tokyo, quando dipinse diverse tele in pochi minuti. Molti lo considerano tra i pionieri della Performance art.

La mostra si sofferma anche su un altro aspetto del lavoro di Georges Mathieu che, oltre a dipingere, moltiplicò le sue attività disegnando francobolli, mobilio urbano, loghi per la televisione pubblica francese e illustrazioni, acquerelli e gouache per i libri. Lavorò con la compagnia aerea Air France, per la quale realizzò una serie di manifesti che furono anche esposti al Musée national d’art moderne nel 1967, con la Manufacture Nationale des Gobelins, realizzando dei cartoni per arazzi, con la Manufacture de Sèvre, ornando porcellane con decori dorati, e con la stessa Monnaie de Paris, disegnando, nel 1974, una nota moneta di 10 franchi, su cui evoca con disegni geometrici i progressi della tecnica del periodo fausto per la Francia dei «Trente glorieuses» (tra il 1945 e il 1975).

Luana De Micco, 04 aprile 2025 | © Riproduzione riservata

Georges Mathieu, il pittore più rapido del mondo | Luana De Micco

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