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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliUn incontro tra menti surrealiste che, nel 1929, sotto la regia discreta dell'interior designer Jean-Michel Frank, unì l’immaginazione visionaria di Elsa Schiaparelli e la ricerca essenziale di un giovane Alberto Giacometti. Da quella sintonia nacque una costellazione di oggetti che ancora oggi sfugge alle definizioni, tra sculture miniaturizzate e amuleti moderni. Come i rarissimi bottoni in bronzo «Femme aux Bras Levés», modellati nel 1938 come figure femminili dalle braccia sollevate, piccoli idoli portatili che trasformano la funzione in mito.
Due di questi esemplari, custoditi per decenni lontano dal mercato, riemergono ora nella vendita di Design e Arti Decorative Moderne di Bonhams del 16 dicembre, con una stima tra le 5 e le 8 mila sterline ciascuno (6,6-10,6 mila dollari). Solo altri due bottoni identici sono noti: uno conservato al Musée des Arts Décoratifs, l’altro presso Le Comité Giacometti.
Queste opere d'arte prestate alla moda comparvero su alcuni capi tra i più celebri della maison Schiaparelli, tra cui un cappotto indossato dall’attrice Marlene Dietrich, oggi nella collezione del Museo del Cinema Tedesco di Berlino. Il loro linguaggio formale riecheggia anche nella spilla in bronzo dorato del 1935-39 che Giacometti realizzò per la couturière e che, proposta da Sotheby’s in ottobre con una stima di 18-20 mila dollari, non ha però trovato in quell’occasione alcun acquirente.
Non solo Giacometti. All’interno della vendita spicca anche il vaso del 1903 di Émile Gallé, realizzato con la sua tecnica a rilievo «Sculpture de Verre» e valutato 120-180 mila sterline. Seguono le opere delicate ed essenziali di Lucie Rie, tra cui una coppa in porcellana stimata 30-40 mila sterline, e un elegante lampadario «Geometric» dei Tiffany Studios (c. 1910, stima 25-35 mila sterline), simbolo della stagione aurea del design americano e già parte della collezione di Minna Rosenblatt.
La coincidenza con le grandi vendite Tiffany di Sotheby’s e Christie’s accentua il peso di questo segmento in una stagione vivace per il modernismo americano. Eppure, nonostante la presenza di Gallé, Rie e Tiffany, a catturare lo sguardo dei collezionisti restano «Femme aux Bras Levés». Un frammento prezioso del dialogo tra lo scultore che avrebbe ridefinito la figura umana e la couturière che seppe tradurre il Surrealismo in moda.
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