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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliA Madrid il 12 ottobre, giorno della festa nazionale spagnola, il Museo Navale è stato oggetto di un atto di vandalismo. Due attiviste del collettivo Futuro Vegetal hanno lanciato vernice rossa biodegradabile sul dipinto «Primo omaggio a Cristoforo Colombo», di José Garnelo (1866-1944). Accompagnate da uno striscione con la scritta «12 ottobre, niente da festeggiare. Giustizia ecosociale», il loro obiettivo era quello di richiamare l’attenzione sul trattamento riservato alle popolazioni indigene.
Secondo il collettivo per molti popoli indigeni il 12 ottobre simboleggia «la spoliazione e la sofferenza collettiva». Celebrare questa data sarebbe percepito come un atto di ignoranza «delle ferite di un passato doloroso» e del fatto che «l’oppressione continua ancora oggi».
Ai media spagnoli la portavoce del movimento, Luna Lagos, ha dichiarato che la giornata nazionale rappresenta «secoli di oppressione, sfruttamento e genocidio della popolazione indigena». L’attivista ha poi aggiunto: «Basta glorificare la colonizzazione e i genocidi, storici e attuali!».
Il museo ha reagito immediatamente fermando con la forza gli attivisti, prima di consegnarli alla Polizia nazionale. Il quadro è stato pulito rapidamente, ma la vernice e la cornice dovranno essere completamente restaurate. I membri del museo si sono indignati di fronte a questo atto di protesta, ritenendo che «il mondo è pieno di ingiustizie, ma la storia non si cancella». Precisano: «Il patrimonio culturale appartiene ai cittadini e può servire a comprendere il nostro passato, anche se non lo condividiamo».
Lo stesso giorno, una ventina di attivisti dell’associazione Marea Palestina hanno organizzato una manifestazione davanti all’opera di Pablo Picasso «Guernica», simbolo dell’orrore della guerra, al Museo Reina Sofía di Madrid. Il gruppo chiedeva la fine dell’offensiva a Gaza, un embargo sulle armi e l’apertura di un corridoio umanitario.
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