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Amoako Boafo a Venezia

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Amoako Boafo a Venezia

Grandi mostre. La prima volta in Italia di Amoako Boafo sarà durante la Biennale di Venezia

Durante la Biennale 2026, la mostra veneziana di Amoako Boafo si annuncia come uno dei momenti più attesi del programma collaterale: un confronto tra la storia del ritratto europeo e una pratica pittorica che rivendica nuove centralità, nuove soggettività e nuovi immaginari.

Michelangelo Tonelli

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Amoako Boafo approda per la prima volta in Italia con una mostra personale al Museo di Palazzo Grimani, a Venezia, in concomitanza con la 61ª Biennale d’Arte (9 maggio–22 novembre 2026). L’esposizione, che aprirà a maggio, è co-organizzata da Gagosian, galleria che rappresenta l’artista, e segna un nuovo capitolo nel dialogo tra pittura contemporanea e contesto storico veneziano.

Nato ad Accra nel 1984, Boafo è noto per i suoi ritratti intensi e immediati di soggetti esclusivamente neri, realizzati con una tecnica distintiva che prevede l’uso diretto delle dita per stendere e modellare il colore. Un gesto pittorico che conferisce alle superfici una forte carica fisica ed emotiva, e che ha contribuito a renderlo una delle figure più riconoscibili della pittura figurativa contemporanea.

Per Palazzo Grimani, Boafo sta realizzando una serie di opere nuove, concepite in relazione diretta con l’architettura rinascimentale del museo e con la tradizione veneziana del ritratto. Come sottolinea il museo, l’artista guarda alla storia della pittura veneziana come a un campo di confronto, reinterpretandone i codici iconografici e compositivi alla luce di una sensibilità contemporanea e diasporica.

Gagosian ha evidenziato come Boafo trovi alcune delle sue radici formali nell’espressionismo della Secessione viennese, in particolare in Gustav Klimt ed Egon Schiele, riferimenti che emergono nella costruzione delle figure, nell’uso del colore e nella centralità del corpo come luogo di identità e affermazione. Un dialogo che, nel contesto veneziano, si arricchisce di nuove stratificazioni storiche e simboliche.

Parallelamente alla sua ascesa internazionale -culminata con un record d’asta di 3,4 milioni di dollari per Hands Up (2018), venduto da Christie’s Hong Kong nel 2021- Boafo ha sviluppato un impegno diretto nella formazione e nel sostegno alla scena artistica africana. Nel 2022 ha fondato ad Accra dot.ateliers, un centro con programmi di residenza pensato come piattaforma di scambio e produzione per artisti emergenti. La scelta di Palazzo Grimani, sede dei Musei Archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna, conferma una linea curatoriale che negli ultimi anni ha visto il museo aprirsi a interventi contemporanei di rilievo internazionale, come la mostra di Georg Baselitz nel 2021. In questo contesto, la personale di Boafo si inserisce come un progetto capace di mettere in tensione passato e presente, tradizione e riscrittura.

Michelangelo Tonelli, 18 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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