Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl Palazzo del Golestan a Teheran, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è stato colpito dai bombardamenti israelo-americani sulla capitale iraniana, secondo quanto affermato lunedì 2 marzo dai media del Paese. «A seguito dell’attacco congiunto americano-israeliano nel sud di Teheran domenica sera, il Palazzo del Golestan è stato parzialmente danneggiato», ha riferito l’agenzia di stampa iraniana (Isna), informando che finestre, porte e specchi sono stati colpiti dall’onda d’urto. L’agenzia di stampa Mehr ha riportato informazioni di ugual tenore.
Residenza della dinastia Qajar, il palazzo era un «luogo simbolo» che conteneva stanze ultradecorate, saloni cerimoniali, ornamenti con vivaci colori, nicchie adorne di figure di uccelli o effigi di principi. Il Golestan, nome che significa «giardino delle rose», comprendeva otto strutture diverse, disposte attorno ad aiuole fiorite e vasche. Costruito nel XVI secolo, ristrutturato nel XVIII e nel XIX secolo, era una sorta di Versailles del mondo persiano.
Nasir al-Din Chah, che regnò tra il 1848 e il 1896, il primo sovrano iraniano dalla mentalità internazionale, dopo che ebbe compiuto diversi viaggi in Europa, tra cui quello a Parigi in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, fece ampliare il palazzo, aprì nuove gallerie e nuove ali. Ideò la Sala degli Specchi, ispirata alla Galleria degli Specchi di Versailles, che coniugava lo stile francese settecentesco alle arti persiane.
Dopo i Qajar, l’ultima dinastia dei Pahlavi (1925-79) distrusse parzialmente il palazzo e trasferì il centro del potere nella parte nord di Teheran. Il Golestan venne poi utilizzato solo per ricevimenti ufficiali, tra cui l’incoronazione dell'ultimo Scià, nel 1967, organizzata nella Sala degli Specchi. Sulla scia della rivoluzione islamica, nel 1979, il palazzo venne chiuso, per riaprire al pubblico solo nel 1998. Nel 2013 l’Unesco lo inserì nel suo Patrimonio Mondiale.
Altri articoli dell'autore
Nel corso dei secoli cambiò l’utilizzo dei vari spazi, divenendo anche una locanda. Gli archeologi si sono trovati di fronte a 13 stanze multifunzionali
Il ritrovamento è stato effettuato nella cittadina lariana sotto la Cappella della Madonna di Lourdes. I reperti anatomici verranno spediti per essere studiati al laboratorio Labanof dell’Università degli Studi di Milano
Ad Equi Terme, frazione di Fivizzano (Ms), sono già partiti i lavori di ristrutturazione di due immobili che ospiteranno il nuovo ente. Il finanziamento di 700mila euro prevede anche l’istituzione di attività didattico-divulgative per scuole e visitatori
L’intervento sul capolavoro rinascimentale sarà realizzato, all’interno della stessa pinacoteca veneziana, «all’aperto», cioè sotto gli occhi dei visitatori. L’opera era già celebre tra gli artisti coevi del suo autore



