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Léo Caillard, IA Face Stone (2026) (dettaglio)

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Léo Caillard, IA Face Stone (2026) (dettaglio)

I dieci artisti che nel 2025 hanno guidato il rilancio del mercato dell’arte

A fornire l’analisi è il Global Art Market Report 2025 di ArtPrice, che individua inoltre trasformazioni strutturali nel sistema, beneauguranti per il futuro

Dopo anni di contrazione, il mercato globale dell’arte ha iniziato nel 2025 un’importante fase di ripresa e consolidamento. Secondo il Global Art Market Report 2025 di ArtPrice, il valore complessivo delle aste globali ha superato nuovamente la soglia simbolica dei 10 miliardi di dollari, attestandosi a 11,11 miliardi di dollari, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Sebbene questo incremento non compensi interamente la contrazione del 2024 (-34%), segna un ritorno a un mercato più stabile e dinamico.

Da quello che si apprende nel report appena pubblicato, la prima metà dell’anno era stata esitante, segnata da chiusure di grandi gallerie e aggiustamenti nelle valutazioni delle case d’asta. Tuttavia, nella seconda metà, il mercato ha mostrato segnali positivi. Il segmento di fascia alta, quello delle opere sopra il milione di dollari, è cresciuto del 19%, trainato da capolavori provenienti da prestigiose collezioni e dalla continua rilevanza di artisti storici. Gustav Klimt, con il record da 236,36 milioni di dollari, insieme a Piet Mondrian, Mark Rothko e l'intramontabile Picasso, ha confermato l’arte moderna come il pilastro simbolico e finanziario del mercato. Anche i maestri antichi - occidentali e cinesi - hanno mantenuto il loro ruolo di porto sicuro, da Canaletto a Guido Reni, da Rao Jie a Ni Zan.

In particolare, secondo i dati del rapporto, i primi dieci artisti per fatturato globale d’asta nel 2025 sono stati:

Gustav Klimt – 397 milioni di dollari (record)

Pablo Picasso – 333 milioni di dollari

Roy Lichtenstein – 172 milioni di dollari

René Magritte – 172 milioni di dollari

Jean-Michel Basquiat – 169 milioni di dollari

Andy Warhol – 165 milioni di dollari

Claude Monet – 148 milioni di dollari

Henri Matisse – 135 milioni di dollari (record)

Marc Chagall – 120 milioni di dollari

Mark Rothko – 117 milioni di dollari

Ma il rinnovato vigore non si limita al segmento premium, con la domanda rivelatasi solida in varie fasce di prezzi. Nonostante un aumento dell’offerta del 4,7%, il tasso di opere invendute è rimasto stabile, mentre il numero di transazioni globali ha raggiunto un nuovo record con un incremento del 6,5%. Il mercato sta così attirando nuovi acquirenti più giovani, con quasi il 60% delle opere disponibili sotto i 1.000 dollari, un indicatore chiave del cambiamento generazionale.

Geograficamente, la mappa del mercato si sta ridisegnando. Stati Uniti e Francia mostrano una solida ripresa, il Regno Unito avanza con prudenza, la Cina, pur in calo in valore, guadagna volume, mentre Corea del Sud, India e Golfo Persico consolidano e affinano le loro strategie. Le case d’asta giocano sempre un ruolo cruciale, gestendo i cicli di vendita, offrendo garanzie e integrando innovazioni commerciali e tecnologiche, digitalizzazione e intelligenza artificiale migliorano l’accesso alle informazioni e la qualità delle decisioni, sia per acquirenti sia per venditori.

Un elemento chiave del 2025 è stato poi il crescente riconoscimento delle artiste, con le vendite che confermano il trend e una di queste, in particolare, che sintetizzano il momento: 54,7 milioni. È la cifra, in dollari, raggiunta da El sueño (La cama) (1940) di Frida Kahlo, battuto da Sotheby’s a New York lo scorso 20 novembre. Il primato di Kahlo - record personale e record per un'artista donna all'incanto - chiude idealmente un ciclo iniziato venticinque anni prima. Nel maggio 2000, un suo Autoritratto (1929) segnava per la prima volta nella storia delle aste il superamento della soglia simbolica dei 5 milioni per un’artista donna. L’ingresso nel XXI secolo avveniva così sotto il segno di una ridefinizione lenta ma inesorabile delle gerarchie. Da quel momento ad oggi, sono state 262 le opere di artiste che hanno oltrepassato tale limite. Ora, lo scavallamento di un altro valico, quello appunto dei 50 milioni, certifica un significativo cambiamento nel paradigma: la differenza di genere si è assottigliata.

Dunque il 2025 non è stato solo un anno di ripresa fisiologica, ma ha suggerito una trasformazione, graduale ma strutturale, del mercato: meno speculativo, più selettivo e con una base di acquirenti più ampia e giovane. La combinazione di stabilità dei valori, innovazioni tecnologiche e apertura verso nuovi scenari – sia geografici che di genere, per esempi – suggeriscono un futuro promettente, in cui il sistema dell’arte appare più equilibrato, inclusivo e resiliente.

Camilla Sordi, 13 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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