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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliLa letteratura torna a mettersi in cammino e il salotto di Palazzo Vendramin Grimani riapre le porte alla terza edizione di Invito al viaggio, la rassegna firmata Fondazione dell’Albero d’Oro che porta a Venezia scrittori-viaggiatori, reporter e protagonisti della scena culturale internazionale. Il tema scelto per quest’anno, i confini, non potrebbe essere più attuale: frontiere geopolitiche, culturali, interiori, linee che dividono e insieme rivelano. Il festival si svolge all’interno della mostra «Di storie e di arte. Tre secoli di vita a Palazzo Vendramin Grimani», prorogata fino al 22 febbraio 2026 dopo l’ottimo riscontro del pubblico. Una cornice viva, che dialoga naturalmente con gli ospiti della rassegna: voci abituate a muoversi tra paesi, crisi, storie, identità.
Per tre giorni a Venezia arriveranno Pierre Adrian, Liseron Boudoul, Béatrice Commengé, Cédric Gras, Paolo Pecere, Sylvain Prudhomme, Nikolaj Schultz, Giustina Selvelli, Olivier Weber e Niccolò Zancan. Scrittori e reporter che hanno attraversato deserti e steppe, archivi e memorie, frontiere e paesaggi interiori. Gli incontri si terranno in italiano, francese e inglese, con traduzione simultanea, e ogni conversazione sarà seguita da un momento conviviale. L’evento è realizzato in collaborazione con la casa editrice veneziana wetlands.
L’apertura, venerdì 21 novembre alle 11, è affidata a Pierre Adrian e Béatrice Commengé, che esploreranno il confine sfuggente tra realtà e memoria, tra ciò che si vive e ciò che si racconta. Nel pomeriggio, alle 15.30, Paolo Pecere e Nikolaj Schultz dialogheranno con Alice Ongaro Sartori sulla metamorfosi del concetto di confine: da barriera a passaggio, da linea di separazione a soglia di trasformazione. Alle 18, Olivier Weber – con la giornalista Caroline Van Offelen – porterà il pubblico «ai confini del mondo», tra steppe e zone di guerra dove storia e geografia si intrecciano con forza.
Sabato 22 novembre, alle 11, Béatrice Commengé, Cédric Gras e Sylvain Prudhomme converseranno con Caroline Broué su come il viaggio, fisico e interiore, plasmi identità e scrittura. Alle 15.30, Cédric Gras con Catherine Van Offelen affronterà le eredità imperiali e le fratture del presente, in un mondo dove la storia continua a ridisegnare le mappe. La giornata si chiuderà alle 18 con Giustina Selvelli e Niccolò Zancan, intervistati da Julien Zanetta: un percorso attraverso i margini d’Europa e d’altrove, dove lingue, persone e paesaggi convivono in perenne trasformazione.
Domenica 23 novembre, alle 11, Olivier Weber e Liseron Boudoul dialogheranno con Caroline Broué sulla testimonianza nelle zone di frattura del pianeta, dall’Ucraina al Medio Oriente. Alle 17, un finale di rara intensità: il concerto-recitativo Da Kharkiv a Parigi – Invito al viaggio. La mezzo-soprano ucraina Sofia Anisimova, oggi membro dell’Accademia dell’Opera National de Paris, racconterà — tra musica e teatro — il suo percorso di fuga da Kharkiv bombardata nel febbraio 2022 e il viaggio di tre giorni che l’ha portata verso un futuro possibile. Un’ode alla libertà, alla resistenza e alla pace ritrovata.
Alcuni incontri di Invito al viaggio 2024. Credits Ilaria Zago.
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