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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoli1) Politiche fiscali e mercato: l’Unione Europea ha introdotto una direttiva che consente aliquote IVA ridotte sulle opere d’arte. Francia, Germania e soprattutto l'Italia hanno abbassato le tasse, rafforzando la competitività di Parigi e Milano, rilanciando fiere e gallerie. Al contrario, negli Stati Uniti i dazi imposti dall’amministrazione Trump hanno creato incertezza e rallentamento nel mercato.
2) Politica e censura: negli USA il secondo mandato di Donald Trump ha avuto un impatto diretto sulle istituzioni culturali, con tagli e interferenze nello Smithsonian e casi di autocensura museale (Amy Sherald, Whitney, Sally Mann).
3) Musei e istituzioni: hanno aperto o annunciato nuovi musei di scala globale (Grand Egyptian Museum, nuovi musei nel Golfo, Asia Centrale), mentre altri hanno chiuso o ridimensionato (Centre Pompidou, M HKA di Anversa). La morte della curatrice Koyo Kouoh ha segnato profondamente il mondo dell’arte internazionale, lasciando un’eredità culturale e politica destinata a influenzare la Biennale di Venezia 2026.
4) Mercato e aste: nonostante un clima fragile, il mercato top-level ha mostrato segnali di forza, con record storici come il Klimt da 236,4 milioni di dollari e nuovi primati per artiste donne (Marlene Dumas, Frida Kahlo).
5) Crisi e conflitti: dalla restituzione di opere trafugate dai nazisti al clamoroso furto dei Gioielli della Corona francese al Louvre, fino agli incendi che hanno devastato Los Angeles colpendo duramente artisti e collezioni.
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