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Particolare di «Marguerite addormentata» (1919) di Henri Matisse, una delle opere donate al Musée d’Art Moderne di Parigi

Foto © Martin Parsekian

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Particolare di «Marguerite addormentata» (1919) di Henri Matisse, una delle opere donate al Musée d’Art Moderne di Parigi

Foto © Martin Parsekian

Il Musée d’Art Moderne di Parigi riceve in dono 61 opere di Matisse

Il nucleo è incentrato sulla figura di Marguerite Matisse-Duthuit, pittrice a sua volta e modella di tanti lavori del padre, già al centro di una recente mostra nel museo parigino. La donazione giunge da Barbara Duthuit, vedova del nipote dell’artista

Daria Berro

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Tra la primavera e l’estate il Mam-Musée d’Art Moderne di Parigi ha allestito la mostra «Matisse et Marguerite. Le regard d’un père» (4 aprile-24 agosto 2025), dedicata al rapporto tra l’artista e la figlia maggiore, Marguerite Duthuit-Matisse. Nata nel 1894 dalla relazione di un giovanissimo Matisse, allora ancora studente, con la modella Caroline Joblaud, Marguerite venne riconosciuta dal padre solo a 3 anni e da allora visse con l’artista e sua moglie Amélie, divenendo una figura discreta ma essenziale della famiglia, completata dagli altri due figli della coppia: Jean (1899-1976) e Pierre (1900-1989). «Siamo come le cinque dita della mano», avrebbe scritto anni dopo Marguerite a proposito di quel nucleo familiare molto unito. Sposata al bizantinista, scrittore e studioso di Matisse Georges Duthuit, con cui ebbe un figlio, Claude, Marguerite è scomparsa nel 1982. La mostra presentava numerosi disegni di rado esposti al pubblico, oltre a dipinti in prestito da collezioni internazionali e per la prima volta visibili in Francia, insieme a fotografie, documenti e dipinti ad opera della stessa Marguerite. 

Ora il Mam ha ricevuto in dono da Barbara Dauphin Duthuit, moglie di Claude, il nipote di Matisse, 61 opere dell’artista, la maggior parte delle quali era stata esposta proprio in quella mostra: sette dipinti, 28 disegni, otto acqueforti, sei litografie, in gran parte ritratti di Marguerite, una scultura in bronzo, cinque manifesti originali e sei libri illustrati. L'artista, profondamente affezionato alla figlia, sembrava vedere in Marguerite una sorta di specchio di sé stesso, come se, ritraendola, raggiungesse finalmente quella «quasi completa identificazione tra il pittore e la sua modella» a cui aspirava.  «Questa donazione, scrive il museo in una nota, coprendo la prima metà del XX secolo, mette in luce ogni periodo del rapporto tenero e complice tra il pittore e la sua modella, dalle immagini dell’infanzia “Marguerite écrivant” [Marguerite che scrive, 1906-07] ed “Études pour Marguerite lisant” [Studi per Marguerite che legge, 1906]) ai commoventi ritratti realizzati nel 1945, quando Marguerite sfuggì alla deportazione, a causa del suo coinvolgimento nella Resistenza francese». Il consistente nucleo donato da Barbara Dauphin Duthuit si aggiunge alle venti opere dell’artista già nelle collezioni del museo parigino, che comprende anche due versioni monumentali di «La Danse» (1930-33), esposte in permanenza in una galleria dedicata.

Di recente la vedova di Claude Duthuit ha donato un’opera anche al Musée Matisse di Nizza: l’olio su tela del 1907 «Natura morta con statuetta africana», primo dipinto dell’artista ad entrare nelle collezioni del museo dal 1963. Proveniente dalla collezione personale di Matisse e passata in eredità a Barbara Duthuit, la natura morta era conservata negli Stati Uniti ed è arrivata in Francia nel 2019.  È una rara testimonianza dell’apparizione dell'arte africana nel corpus di Matisse, ispirata dall’acquisto che l’artista aveva effettuato nel 1906 presso il mercante parigino Émile Heymann di una statuetta Vili del Congo.

 


 

Daria Berro, 11 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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