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Ary Scheffer, «Presunto ritratto della principessa Marie d’Orléans», 1831

© Paris Musées-Musée de la Vie romantique, Parigi

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Ary Scheffer, «Presunto ritratto della principessa Marie d’Orléans», 1831

© Paris Musées-Musée de la Vie romantique, Parigi

Il Musée de la Vie romantique torna al 1830

L’edificio parigino è stato al centro di una riqualificazione strutturale completa che ha avuto l’obiettivo di restituirgli il suo aspetto originale. La riapertura è prevista per il 14 febbraio

Luana De Micco

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È stata scelta proprio la data del 14 febbraio, festa degli innamorati, per riaprire a Parigi il Musée de la Vie romantique, dopo un anno e mezzo di lavori di restauro e ristrutturazione. Uno di quei luoghi intimi e suggestivi del patrimonio museale della città, ai margini dei grandi flussi turistici, nel quartiere della Nouvelle Athènes (IX arrondissement). Il museo occupa quella che fu la casa atelier del pittore olandese Ary Scheffer (1795-1858), trasferitosi a Parigi a 16 anni. Qui si formò nello studio del pittore Pierre-Narcisse Guérin e divenne pittore di Corte durante il regno di Luigi Filippo. Suo è il «Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio» (1855) conservato al Louvre. 

La dimora fu costruita nel 1830 e abitata da Scheffer fino alla morte. Il pittore vi accolse le grandi personalità dell’epoca: George Sand, Frédéric Chopin, Eugène Delacroix... Dopo alterne vicende ereditarie, la dimora venne ceduta allo Stato francese nel 1956 e trasformata in museo nel 1983. Prima della chiusura, nel 2023, il museo (che conserva un fondo di oltre 2.300 opere) aveva accolto circa 230mila visitatori. Nel corso del recente intervento (3,8 milioni di euro), avviato nel settembre 2024 e affidato a Basalt Architecture, con la collaborazione di àkiko Designers per l’allestimento, l’edificio è stato al centro di una riqualificazione strutturale completa: restauro dei tetti e delle facciate con tecniche tradizionali, consolidamento delle carpenterie lignee e miglioramento delle prestazioni energetiche e conservative. L’obiettivo era di restituire alla casa museo il suo l’aspetto del 1830, fedele alle testimonianze iconografiche dell’epoca. Anche l’accoglienza del pubblico è stata ripensata, con la creazione di nuovi spazi per la biglietteria. 

Il museo propone anche un nuovo percorso. Al piano terra, viene approfondita la figura di Scheffer. Una sala intera è dedicata a George Sand. Al primo piano si sviluppano alcuni temi «romantici»: la natura, il sentimento, la letteratura e il fantastico, creando un dialogo tra pittura, musica e scrittura. La riapertura è accompagnata dalla mostra inaugurale «Face au ciel, Paul Huet en son temps» (14 febbraio-30 agosto), dedicata al pittore preimpressionista Paul Huet (1803-69), precursore del paesaggio romantico in Francia, influenzato da grandi maestri inglesi come Constable e Turner. La mostra sviluppa il tema del cielo, con opere del museo e prestiti da altri musei francesi. 

Luana De Micco, 11 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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